Italia
Gli operatori dello sci chiedono certezze sulla riapertura del 7
Il presidente di Federfuni: «Bene gli aiuti economici ma noi, nel rispetto delle regole, dobbiamo poter lavorare»
Carlo Bardini
Abetone. Federfuni Italia chiede certezze sull’apertura degli impianti di risalita prevista per il 7 gennaio, e, nel contempo, plaude all’eventualità che nel prossimo “provvedimento ristori” la montagna possa avere una presenza importante.
L’associazione degli impiantisti, presieduta a livello nazionale dall’abetonese Andrea Formento, si rende conto dell’importanza degli aiuti finanziari che devono arrivare alle attività penalizzate dalla pandemia, ma la volontà degli operatori dello sci è quella di ricominciare a lavorare, di riaprire il prima possibile, pur con tutte le misure di sicurezza necessarie. È per questo motivo che – la notizia è delle ultime ore – non vedono negativamente la decisione dell’Austria di riaprire gli impianti garantendo il rispetto massimo delle regole sanitarie.
«Prima di tutto – spiega Formento – vogliamo la certezza che potremmo riaprire gli impianti il 7 gennaio. Ancora manca l’approvazione del protocollo. Federfuni è per riaprire, non per chiudere. Naturalmente con tutte le regole sanitarie da rispettare e con provvedimenti sanzionatori forti nel caso contrario. È per questo che non siamo contrari alla decisione di aprire che è stata presa in Austria. Perché i ristori sono importanti ma per noi è fondamentale lavorare. È necessario far comprendere che lo sci non è un divertimento, ma un’attività sportiva svolta all’aperto e un’occasione di lavoro per centinaia di migliaia di persone che non hanno alternative a questa occupazione».
«Con piacere Federfuni Italia – prosegue – ha potuto constatare la disponibilità espressa dal rappresentante del governo, il vice ministro Antonio Misiani, e di quello della maggioranza (il relatore Stefano Fassina) riguardo alle problematiche evidenziate sulla questione ristori, con un impegno forte che la categoria – ma nel complesso la montagna – avrà un ruolo importante nel primo provvedimento, il “Ristori 5” a seguito di un primo scostamento di bilancio nei primi giorni di gennaio. È fondamentale che gli aiuti arrivino a tutte le attività penalizzate in questa fase».
Ma Andrea Formento, nonostante che una forte preoccupazione sia ancora molto presente a causa dell’incertezza , conclude con un auspicio. «Il nostro percorso di confronto e di impegno – dice – continua nel cercare di superare, come settore, ma anche e sopratutto come montagna unita, questo momento di grande difficoltà, fiduciosi che le risposte da parte del mondo politico arrivino e siano positive». —
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