Il Tirreno

Pistoia

pistoiese nel mirino

Il sindaco di Pistoia: «Minacce a Bonechi, i tifosi non c’entrano»

Alessandro Benigni
Andrea Bonechi ha dato le dimissioni da presidente della Holding Arancione dopo aver ricevuto una lettera di minacce
◗
Andrea Bonechi ha dato le dimissioni da presidente della Holding Arancione dopo aver ricevuto una lettera di minacce

«Manovre occulte di qualcuno interessato alla società. Ora la città si stringa attorno alla squadra»

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. «Voglio esprimere tutta la mia solidarietà ad Andrea Bonechi dopo la lettera intimidatoria ricevuta sabato scorso: è un atto vergognoso e vigliacco, inaccettabile fuori e dentro il mondo sportivo, che colpisce anche la sfera familiare, essendo stata recapitata presso la sua abitazione privata. Spero che le autorità competenti possano fare chiarezza sull'accaduto, vorrei capire che cosa c'è dietro a questo gesto violento».

[[atex:gelocal:il-tirreno:pistoia:cronaca:1.39655582:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pistoia/cronaca/2020/12/13/news/pistoiese-bonechi-lascia-holding-arancione-dopo-una-lettera-di-minacce-arrivata-a-casa-1.39655582]]

Si esprime così, il sindaco Alessandro Tomasi, all'indomani delle dimissioni da presidente della Holding Arancione di Andrea Bonechi. Un atto, quello della missiva minatoria anonima, che potrebbe non essere direttamente legato alla contestazione in atto da parte della tifoseria nei confronti della società arancione. «Potrebbe trattarsi – ipotizza Tomasi – di una manovra occulta di qualche affarista interessato al passaggio di proprietà. Del resto la Holding è composta da imprenditori seri del tessuto economico cittadino e ha sempre tutelato il club di fronte agli avventurieri del pallone. Da un lato ascoltando gli interlocutori attendibili, come l'ultima cordata americana, dall'altro respingendo gli avventurieri di sorta che si sono presentati con intenzioni poco trasparenti».

Insomma, secondo il primo cittadino i supporter arancioni non c'entrano con questo brutto gesto. «Tutto questo va ben oltre il legittimo dissenso dei tifosi a fronte di risultati non all'altezza delle aspettative - continua il sindaco - le contestazioni ci sono sempre state, i vari gruppi hanno preso posizione con dei comunicati firmati. Non ho mai sentito di ultras che mandano lettere anonime, meno che mai a una persona non direttamente protagonista della vita del club».

[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.39660042:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.39660042:1652782914/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Tuttavia i toni della protesta non sono stati certamente gentili... «Non è giusto trascendere nelle offese - ammette Tomasi – il dissenso è legittimo, lo ripeto, ma qui stiamo parlando di imprenditori seri che ci mettono tempo, soldi, energie e faccia: i momenti di difficoltà possono capitare a tutti, questo non deve autorizzare a mettere in discussione l'architettura che permette di fare sport ad alto livello a Pistoia».

Più che dalle offese e dalle intimidazioni, Bonechi si è detto colpito dall'indifferenza della città di fronte a questa situazione. «Il suo gesto ha voluto smuovere le acque, del resto occorre una presa di coscienza, bisogna stringersi intorno alle nostre squadre e a chi le guida, per superare questo momento difficile senza distruggere tutto il buono che c'è. Perché, parliamoci chiaro, un momento economico così negativo avrebbe messo in crisi qualunque gestione. Serriamo i ranghi e portiamo in fondo nel miglior modo possibile questa stagione sportiva, poi potremo affrontare tutti i temi sul tavolo in maniera serena».

Nell'ottica di un eventuale passaggio di proprietà, anche l' amministrazione comunale si è detta pronta a fare la propria parte. «Assolutamente - conclude il primo cittadino - ma questo clima non aiuta nessuno: la squadra e lo staff, l'attuale società e anche eventuali soggetti seri che potrebbero essere interessati a investire a Pistoia». —


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera