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Appuntamenti virtuali dedicati alla musica
Il Blues City Session sostituisce l’evento che per due anni ha animato la città di Pistoia durante le festività natalizie
pistoia
Anche nell’estate della pandemia, quella in cui i concerti di dimensioni medio-grandi si sono fermati ovunque, il Pistoia Blues ha voluto dare un segnale di presenza allestendo un programma vario e interessante. E anche in questo dicembre in cui è impossibile mettere qualcuno su un palco a suonare, il festival ha deciso di “manifestarsi” attraverso i canali social in quattro appuntamenti virtuali, su internet, a loro modo dedicati alla musica. L’iniziativa si chiama "Blues City Sessions", e prenderà il via domani (14 dicembre) sostituendo per quest’anno il "Blues City Club", che nel 2018 e 2019 aveva animato la città di Pistoia nel corso delle festività natalizie. Gli assembramenti però ora non sono permessi né auspicabili, e allora l’appuntamento per il 2020 è sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Pistoia Blues.
Domani, venerdì 18, mercoledì 23 e infine mercoledì 30 dicembre: queste le date scelte, con orario fisso alle 18, per dare spazio alla musica e al blues attraverso momenti live ma anche interviste. Si va da Adriano Viterbini dei Bud Spencer Blues Explosion alla storica Treves Blues Band, che calca il palco di piazza Duomo da tempo immemore, da Finaz a Vinicio Capossela, da Paolo Bonfanti a Francesco Piu, e poi ancora Roberto Angelini (passato dal teatro Manzoni nell’appendice al Blues Around in coppia con Rodrigo D’Erasmo per una splendida serata dedicata a Nick Drake), Superdownhome, The Winstons, Danny Bronzini, Dario Lombardo, Cek Franceschetti, Daniele Nesi e molti altri.
Il tentativo è quello di mantenere viva l’anima del blues, sia attraverso performance musicali che grazie alle testimonianze d chi il festival lo vive da sempre e ha mille storie da raccontare. Come Fabrizio Berti, una delle anime del Blues In, oltre che ottimo armonicista, e come Silvano Martini, che da sempre rappresenta la sicurezza in piazza, ma che è conosciuto anche per l’enorme passione e la conoscenza della musica, in particolare del blues, che lo rendono probabilmente l’uomo-security più amato dai frequentatori dei concerti. La speranza per tutti è quella di tornare in piazza quanto prima, di far risuonare le note della musica del Diavolo (e non solo quella, come avviene ormai da molti anni) sotto al campanile, ma intanto questo è un modo per ritrovarsi, anche se a distanza, e tenere accesa una fiamma che a Pistoia brucia da quarant’anni.
Il progetto è realizzato dall’associazione Blues In in collaborazione con il Comune di Pistoia e la Regione Toscana, grazie al Fondo Sociale Europeo e Giovanisì. —
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