Meteo
La proposta delle minoranze «Il Comune compri l’ex Breda»
Il bilancio 2020 per Pd, Spirito Libero, Pistoia Sorride, In Azione e Città di tutti «L’amministrazione Tomasi immobile su urbanistica, sport e partecipate»
PISTOIA
Area ex Breda, gestione degli impianti sportivi, scelte per la giunta, situazione delle aziende controllate. Sono tutti capitoli del bilancio che buona parte dei gruppi di minoranza in consiglio comunale (Walter Tripi per il Pd, Tina Nuti di Pistoia Spirito Libero, Alessandro Cenerini di Pistoia Sorride, Federica Bonacchi di Pistoia Città di tutti, Iacopo Vespignani di Pistoia in Azione) hanno tirato sull’attività 2020 della giunta guidata dal FdI Alessandro Tomasi. Un bilancio – inutile dirlo – del tutto negativo, caratterizzato (secondo le parole di Nuti) da «un grande immobilismo sulle questioni importanti», tanto più grave in quanto «il 2022 (quando finirà il mandato amministrativo, ndr) è vicino e non abbiamo ancora visto nulla».
L’ex Breda è la questione più citata da tutti: il destino del grande cantiere a due passi dal centro, bloccato dal fallimento della Giusti per l’edilizia, è appeso all’esito della quarta asta giudiziaria, programmata per il 15 dicembre, dopo che le prime tre sono andate deserte e dopo che il prezzo è sceso dai 10 milioni iniziali agli attuali 4 milioni. «Sarebbe stato necessario che già nel 2017 la giunta Tomasi si fosse fatta carico della questione – sottolinea Nuti – invece ha abdicato, lasciando le scelte ad altri. Noi avevamo chiesto che non si rinnovasse il piano particolareggiato per tre anni (la scelta è stata votata dal consiglio nel gennaio 2019, ndr) e che il Comune intervenisse attivamente incassando le fidejussioni e riprogrammando l’area. Invece si è fatto diversamente. Ma ora, con il valore sceso così in basso, la nostra proposta comune è che il Comune acquisti l’area e rifaccia un progetto urbanistico, magari dando un incarico apposito, per un intervento più sostenibile, riducendo gli uffici e i 160 alloggi previsti».
Una proposta che trova d’accordo anche Vespignani, che pure nel 2019 approvò l’allungamento del piano. «Ma ora – dice – la situazione è preoccupante. Ho letto di incontri in Comune tra il sindaco e dei soggetti privati, in cui sarebbe stata fissata una futura pianificazione. Cose che il sindaco farebbe bene a chiarire».
Walter Tripi fa osservare che il blocco dell’attività sportiva dovuta al Covid ha di fatto mascherato le gravissime carenze che Pistoia, con la gestione Tomasi, ha fatto registrare. Male anche sul Covid: «Il sindaco - aggiunge Tripi – è andato in piazza per solidarizzare con le categorie colpite dai provvedimenti restrittivi del governo, ma mi risulta che questo sia uno dei Comuni che sul fronte dell’emergenza, anche economica, sta facendo di meno».
Da Cenerini arrivano le mazzate sulla gestione della giunta. «Criticarono il sindaco precedente perché aveva preso un assessore non pistoiese (riferimento a Giuliano Palagi, assessore al bilancio di Bertinelli, ndr), poi per l’urbanistica hanno preso un tecnico di Pieve a Nievole (Leonardo Cialdi, ndr) perché mandato dal senatore Patrizio La Pietra».
Infine le aziende partecipate, la cui gestione è giudicata «un disastro». E torna la questione Spes, con il suo bilancio 2019 in rosso di 3,6 milioni. «Abbiamo capito che loro sapevano tutto dal 2006 – insiste Cenerini – ma allora perché non si sono mossi già a partire dall’insediamento, nel 2017? Se c’era davvero cattiva gestione, come dicono ora, bisognava muoversi prima. Invece il problema scoppia ora, dopo che per mesi la commissione non è stata mai coinvolta, per il voltafaccia della Regione, che non è più stata disposta ad accettare una soluzione che inizialmente sembrava aver visto con favore».
«Di fatto – aggiunge Federica Bonacchi – non mi ricordo che questa primavera e quest’estate vi siano state convocazioni della commissione, che così è venuta meno al suo compito di controllo». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
