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Il Covid non blocca la chirurgia: in un mese 1.400 operazioni

Il Covid non blocca la chirurgia: in un mese 1.400 operazioni

Grazie agli interventi programmati anche nei giorni di sabato e domenica e alla grande crescita della collaborazione con le case di cura private

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PISTOIA

La pandemia da Covid-19 non ferma l’attività chirurgica negli ospedali dell’ Asl Toscana centro. Il lavoro delle equipe chirurgiche - assicura l’azienda – non si è mai interrotto e proseguirà nei prossimi grazie a due fattori: il coordinamento della rete ospedaliera che garantisce parte della programmazione ordinaria e le urgenze, e il trasferimento dell’attività chirurgica nelle case di cura private. In un caso gli ospedali dell’Azienda sostengono in maniera flessibile l’attività chirurgica sotto la regia del Dipartimento chirurgico e delle varie Aree; nell’altro le cliniche private convenzionate mettono le loro sale operatorie a disposizione dell’equipe chirurgiche del servizio pubblico. Nel solo mese di novembre sono state effettuate 1.400 operazioni in tutto il territorio dell’Asl. In particolare, Lo sforzo prodottonel trasferire attività chirurgica nel privato accreditato durante la fase emergenziale ha prodotto collaborazioni con 9 case di cura, Leonardo, Villa Fiorita, Villa Donatello, Casa di Cura Val di Sieve, Villa Ulivella, Santa Rita, Frate Sole. Villa Cherubini e San Paolo a Pistoia, sono le due nuove collaborazioni attivate a metà novembre.

Tale sinergia ha fatto sì che il minor numero di interventi eseguiti nel periodo marzo-ottobre negli ospedali sia stato per una significativa parte assorbito dall’incremento di quello in erogazione congiunta col privato (+81%), facendo registrare in definitiva solo un -32% rispetto allo stesso periodo del 2019. I pazienti operati in service dal 1 marzo al 30 ottobre sono stati 3106 contro i 1714 del 2019.

«Vorrei fare un ringraziamento proprio al personale di sale e agli anestesisti – dichiara Stefano Michelagnoli, direttore del Dipartimento chirurgico della Asl – Nonostante il carico di lavoro dovuto al Covid, il personale con dedizione si ètrattenuto in servizio oltre l'orario per consentirci di operare».

«Gli operatori anche in questa seconda ondata - sottolinea Paolo Zoppi, direttore del Dipartimento assistenza infermieristica e ostetrica - hanno dimostrato grande professionalità e forte senso del dovere. Fra le tante attività portate avanti, nonostante la pressione della pandemia, c'è quella operatoria grazie anche al personale che è rientrato nel tempo libero per consentire lo scorrimento delle liste. Il mio ringraziamento va a loro e a tutti quelli impegnati nell'assistenza».

Grazie a questo impegno nel mese di novembre oltre alla programmazione ordinaria, negli ospedali dell’Azienda sono state effettuate circa 30 sedute operatorie aggiuntive sia nei giorni feriali che sabato e domenica per rispondere alla traumatologia e ad altri interventi non differibili. Così nel mese di novembre, in piena ondata pandemica, sono stati operati ben 1.380 pazienti. Negli ambulatori dei presidi ospedalieri i trattamenti effettuati nello stesso mese sono stati 700.

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