Il Tirreno

Pistoia

personaggi e musica 

Per Atacama Band è arrivata l’ora dell’esordio discografico

Giacomo Carobbi
Per Atacama Band è arrivata l’ora dell’esordio discografico

“Siamo senza parole” è opera del gruppo che è sulla scena da cinque anni «La realizzazione dell’album ha avuto un percorso lungo e tormentato» 

3 MINUTI DI LETTURA





pistoia

Si chiama “Siamo senza parole” ma il vissuto musicale che lo ha partorito di cose da raccontare ne ha tante e tutte intriganti: è l’esordio discografico degli Atacama Band, gruppo pistoiese-quarratino sulla scena da cinque anni. Un lustro di esperienze, collaborazioni e ritocchi alla formazione che ha contribuito in modo decisivo all’evoluzione del sound che dà corpo e identità al disco. Un piacevole mix di funky, jazz e progressive attraversato da richiami non troppo velati alle soundtrack di un certo cinema di genere anni Settanta, un immaginario retrò dosato con la giusta parsimonia che fa capolino anche nei frame del video di lancio di “Bramo Cireglio” , il primo singolo del loro lavoro.

«”Siamo senza parole” – raccontano gli Atacama – per il percorso lungo e tormentato della realizzazione di questo album: concepito in partenza come un lavoro unitario e caratterizzato dal suono di chitarra di Alessio Sfasci, dopo la rinuncia di quest’ultimo si trasforma in un tripudio di influenze e collaborazioni in cui ogni brano vede la presenza di musicisti diversi, eccezion fatta per la base ritmica, di cui si occupano i due fondatori del gruppo» ovvero Giulio Breschi (batteria) e Federico Bartoli (basso elettrico). Gli Atacama sono “senza parole” anche perché i loro brani sono quasi interamente strumentali, una cifra stilistica che li caratterizza fin dagli esordi, a cavallo tra il 2015 e il 2016, quando Breschi, Bartoli e Sfasci iniziano a lavorare alla ricerca di un sound che faccia la spola tra funk, prog e fusion. Nell’estate del 2018 esce il loro primo videoclip, “Orizzonti verticali”, a cui segue una serie di concerti in Toscana che culminerà con l’esibizione a Santomato Live in ottobre.

L’abbandono di Sfasci apre una nuova fase nella vita della band, che si mette in cerca di nuove collaborazioni: da quella con il rapper Davide Calandra nascono il videoclip “Tasti Dolenti” e una serie di concerti durante i quali esplorano nuovi territori sonori; insieme al pianista Daniele Biagini compongono la colonna sonora di uno spettacolo che va in scena al Teatro Manzoni di Pistoia.

È in questo periodo che Bartoli e Bresci trovano nel sassofonista Tommaso Mannelli un compagno di viaggio stabile insieme al quale iniziano la registrazione dell’album. Il disco, mixato da Andrea Pellegrini ed edito da Level49, esce in un periodo non facile.

«”Siamo senza parole” di fronte alla situazione venutasi a creare in seguito alla pandemia di Covid 19 – continuano i musicisti – che ha portato noi, come molti altri artisti, a rimandare l’uscita di un lavoro frutto di sforzi e sacrifici». Senza parole quindi, ma non senza musica. Che si rivela sempre «un viaggio bellissimo in quanto, come disse Lucio Battisti in una celebre intervista, “non sai mai dove ti porta”». –

Giacomo Carobbi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web