Il Tirreno

Pistoia

dopo l’articolo del “Tirreno” 

Fine quarantena in ritardo il difensore civico scrive al governatore e all’Asl

Martina Trivigno

«Se il test molecolare eseguito in una struttura pubblica è negativo, non si vede l’esigenza di attendere una comunicazione formale»

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA

«Mi chiedo se sia possibile prevedere forme automatiche di fine quarantena». Chi scrive è il difensore civico della Toscana, Sandro Vannini, che interviene su una questione sollevata, nei giorni scorsi, dal “Tirreno”: quella dei ritardi nell’emissione dei certificati di fine quarantena da parte dell’Asl Toscana Centro. Nella sua missiva, il dottor Vannini si rivolge non solo al dottor Carlo Tomassini, direttore della sanità toscana, e al dottor Paolo Morello Marchese, direttore generale dell’Asl Toscana Centro, ma anche al governatore della Toscana, Eugenio Giani, e all’assessore al Diritto alla salute, Simone Bezzini. Per indurre, in sostanza, una riflessione su un caso che ha fatto molto discutere. Ma più che altro per snellire un sistema che ha rischiato di implodere. Con decine di persone “prigioniere” in casa, nonostante l’esito negativo del tampone che accertava che, sì, il Covid-19 era stato sconfitto.

«Sono consapevole dell’enorme criticità e della mole di lavoro e di segnalazioni che l’Asl Toscana Centro riceve – scrive il dottor Vannini – compreso il fatto che, come difesa civica, spesso constatiamo direttamente di persone che riscrivono a pochissima distanza se non ricevono una risposta immediata. Tuttavia mi chiedo se non sia possibile organizzare informaticamente il sistema delle comunicazioni in modo da evitare invii di indicazioni contraddittorie alla stessa persona. E, laddove sia necessario, revocare pregresse comunicazioni di fine quarantena, richiamando espressamente la comunicazione precedente».

Ma non solo: il dottor Vannini sottolinea anche un altro aspetto: la circolare del ministero della Sanità del 12 ottobre di quest’anno non fa alcun riferimento a una comunicazione di fine quarantena da parte delle Aziende sanitarie. Da qui la sua idea. «Mi domando se non sia possibile prevedere forme automatiche di fine quarantena – precisa il difensore civico della Toscana – Ad esempio non si vede dall’esterno l’esigenza di attendere una comunicazione formale se il test molecolare eseguito in una struttura pubblica è negativo. Oppure penso alla possibilità di fine quarantena automatica (salvo diversa comunicazione dall’Asl) nel giro di una settimana senza sintomi. L’adozione di sistemi di questo genere, probabilmente, alleggerirebbe anche l’attività dell’Azienda sanitaria».

Tornando ai fatti, la situazione è degenerata nei giorni scorsi quando l’Asl Toscana Centro e la Regione Toscana hanno messo in campo un nuovo servizio: un indirizzo mail (fineisolamentocovid@uslcentro.toscana.it) a cui inoltrare le richieste di fine isolamento da parte delle persone risultate positive al coronavirus e poi guarite. Ma, in poco tempo, la casella di posta elettronica è stata invasa da un’enorme quantità di mail. “Il Tirreno” aveva allora contattato il dottor Renzo Berti, direttore del dipartimento di prevenzione dell’Asl Toscana Centro. Che aveva ammesso come l’indirizzo mail fosse stato in effetti preso d’assalto: oltre 16mila le mail ricevute in poco tempo. Tante, troppe, le richieste da evadere. La soluzione, allora, è stata quella di creare un pool formato da un centinaio di medici e studenti che hanno lavorato per risolvere la situazione. Leggendo, smistando, rispondendo e, dove possibile, emettendo i certificati di fine isolamento. Quegli stessi che, per il difensore civico della Toscana, dovrebbero essere compresi in forme automatiche. Per snellire la burocrazia e far tornare le persone alla normalità. Al più presto. –



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web