Italia
Pasti caldi in stazione per chi non ce la fa «Ma le richieste aumentano ogni sera»
Sono arrivati a novanta circa gli utenti dell’associazione Raggi di Speranza in Stazione e i volontari sono in difficoltà
PISTOIA
«Cerchiamo di offrire a tutti un pasto completo, ma sta diventando sempre più difficile. Tutte le sere aumentano le persone che chi chiedono un aiuto. Siamo arrivati a offrire quasi novanta pasti ogni sera. Ci sono i cosiddetti senzatetto, ma ci sono anche tanti nuovi poveri, gente magari che ha perso il lavoro. Vengono da noi a piangere, non sanno come fare ad andare avanti».
Il racconto di Maria Scarpellino, responsabile dell’associazione Raggi di Speranza in Stazione, non ha bisogno di commenti. Fotografa bene, purtroppo, la drammatica situazione in cui si trovano sempre più famiglie a causa degli effetti congiunti di crisi economica e Covid.
Maria Scarpellino e i 65 volontari che con lei si danno da fare per garantire un pasto caldo a chi non può permetterselo vedono ogni sera l’altro volto, quello nascosto, della pandemia. «Abbiamo anche aperto uno sportello per ascoltare chi si trova in difficoltà – continua Scarpellino – e vediamo che il problema più grosso è quello economico. Chi, magari perché ha perso il lavoro, non ce la fa a pagare il mutuo. Oppure a pagare l’affitto di casa. Ecco, questa è la paura peggiore: se non hanno casa non possono più avere neanche la residenza e quindi perdono la possibilità di avere l’assistenza sociale».
Per loro ogni sera i volontari dell’associazione confezionano un pacco cena il più possibile completo: un primo di pasta non manca mai, poi anche un secondo, una bevanda, frutta, quello che c’è a disposizione. «Distribuiamo questo cibo all’aperto – conclude Maria Scarpellino – perché la nostra sede, anche se è nuova, non ce la fa a contenere tutti».
Con l’aumento delle richieste, però, la dispensa dell’associazione a volte non riesce ad accontentare tutti. Così è successo, alcune settimane fa, che un giovane senzatetto se la sia presa molto perché, quando è stato il suo turno, le buste con i pasti erano finite. I volontari hanno cercato di mettere insieme quello che c’era, ma il giovane voleva una busta come gli altri e non ha gradito il trattamento: forse già un po’ alticcio, si è procurato delle bottiglie di birra e le ha scagliate con rabbia dentro la sede dell’associazione. Per fortuna nessuno si è fatto male, anche se un volontario è stato sfiorato da una bottiglia.
È proprio da episodi come questo che ha preso lo spunto, lunedì in consiglio comunale, Giovambattista Grasso (Italia viva) per richiamare l’attenzione sull’attività dell’associazione e per sollecitare la presenza di forze dell’ordine dalle 19 alle 20, quando viene effettuata la distribuzione dei pasti. Una garanzia per i volontari e per i tanti utenti che così potrebbero ricevere un pasto caldo e anche sicuro. —
fabio calamati
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