Il presidio
La luminaria si accenderà il 4 dicembre L’assessore: «Un segno di speranza»
La decorazione luminosa delle strade costa centomila euro al Comune. «Ma non togliamo risorse a chi è in difficoltà»
PISTOIA
Se il maltempo non ci metterà lo zampino, le previsioni saranno rispettate: venerdì pomeriggio 4 dicembre, alle 17, si accenderà la luminaria 2020 di Pistoia. La prima, da tanti anni a questa parte, interamente pagata dal Comune, che ha previsto una spesa complessiva di centomila euro per illuminare le strade cittadine fino alle quattro storiche porte, ma anche via Antonelli, Pontelungo e viale Adua, oltre che la facciata del vecchio ospedale del Ceppo, il campanile del Duomo, il Palazzo del tribunale e San Giovanni Fuorcivitas.
Contrariamente al consueto, quest’anno il Centro commerciale naturale e i commercianti non sono stati coinvolti e quindi non sono stati chiesti loro dei contributi.
«Non ci sembrava giusto chiedere loro uno sforzo – spiega l’assessore al commercio Gianna Risaliti – vista la situazione di crisi che vivono a causa delle restrizioni imposte dalla pandemia. Abbiamo comunque previsto in bilancio una somma che garantisse un allestimento dignitoso e significativo».
A realizzare la luminaria che si accenderà tra pochi giorni è un’azienda specializzata di Serravalle, la Mixar. Oltre alla classica luminaria con fili che corrono da una parte all’altra delle strade, ci saranno illuminazioni particolari per i monumenti ricordati sopra ed anche una novità assoluta, i “selfie point”. Ce ne saranno tre, piazzati in via Cino, via Bozzi e piazza Giovanni XXIII. Sono strutture luminose che richiamano oggetti legati al Natale (ad esempio un pacco regalo, oppure una sorta di igloo), realizzate in modo che chi vuole possa entrarci dentro e scattarsi con il telefonino un selfie di sapore natalizio.
«In giunta – racconta l’assessore Risaliti – abbiamo discusso dell’opportunità di allestire una luminaria e ci siamo trovati tutti d’accordo che valeva la pena farlo. Certo, in quel momento non potevamo sapere che saremmo diventati di lì a poco “zona rossa”, ma adesso speriamo che nei prossimi giorni la Toscana, e quindi anche Pistoia, torni almeno “arancione”. In questo modo potrà esserci almeno un po’ di movimento, naturalmente nel rispetto della sicurezza. E in questo caso la città potrà farsi trovare con un aspetto accogliente».
Centomila euro sono una bella somma. In un momento di difficoltà anche economica come quello che stiamo vivendo, non sarebbe stato più utile destinare queste somme all’aiuto di persone o attività in difficoltà?
«Senza la luminaria – risponde l’assessore Risaliti – la città sarebbe stata senz’altro più triste per tutti, mentre le luci creano un’atmosfera di calore e di accoglienza, sono come un abbraccio, un segnale di speranza per il futuro. Certo, se per disporre di questi fondi avessimo dovuto tagliare delle iniziative sociali e di sostegno, la questione non si sarebbe neppure posta. Ma il Comune mantiene comunque tutti i suoi programmi di assistenza diretta e indiretta. Fin qui abbiamo sempre mantenuto questi impegni e continueremo a farlo anche in futuro. La luminaria non ha sottratto nessuna risorsa alle famiglie in difficoltà».
La società che sta installando la luminaria, cioè la Mixar di Serravalle, è stata individuata attraverso una procedura pubblica sulla piattaforma Start della Regione. All’appello del Comune di Pistoia hanno risposto, oltre alla Mixar, anche un’azienda di Milano, la cui offerta, perç, è stata alla fine valutata come inferiore.
La luminaria rimarrà accesa per tutta la durata del periodo natalizio, fino al 10 gennaio, data prevista per lo spegnimento. —
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