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Spes al bivio: liquidazione o piano di risanamento Il 9 dicembre l’assemblea
Dopo il bilancio 2019 in rosso l’attuale presidente Paolo Bechi sarà sostituito Con la Regione un debito che sfiora i sei milioni di euro
PISTOIA
Nell’immediato futuro della Spes, la società dei Comuni che gestisce gli alloggi pubblici, c’è almeno un fatto sicuro: alla prossima assemblea dei soci, il 9 dicembre, il Comune di Pistoia (socio di maggioranza con il 40 per cento delle quote) si presenterà per scegliere un nuovo presidente.
Prenderà il posto di quello attuale, l’architetto Paolo Bechi, 53 anni, dal luglio 2014 al timone della società che a fine ottobre ha presentato in Comune una bozza di bilancio 2019 con un risultato negativo di 3,6 milioni e un patrimonio netto anch’esso negativo (-1,8 milioni).
Cifre enormi per un’azienda come la Spes, chiamata a gestire circa 2.100 alloggi, con un valore della produzione (bilancio 2018) che supera di poco i 5 milioni di euro. Cifre che sono emerse nel corso della discussione in prima commissione consiliare del bilancio consolidato del Comune e che hanno già suscitato una forte polemica politica. Da una parte i consiglieri di opposizione, in particolare la coppia Alessandro Cenerini- Roberto Semplici di Pistoia Sorride, che accusano la giunta Tomasi di gestione fallimentare delle aziende partecipate. Dall’altra l’assessore Margherita Semplici, che – carte alla mano – ribatte di aver affrontato già dal 2018 e con la massima determinazione gli evidenti problemi di gestione di una società pubblica che «faceva muro» (parole della stessa Semplici) alle sue richieste di mutare rotta. A rendere più complesso il quadro, bene precisare che le operazioni di mercato che hanno creato la gran parte dei problemi economici in cui ora si dibatte l’azienda, risalgono a 13-14 anni fa.
In Comune, intanto, si sta valutando cosa fare della Spes. Le strade possibili sono due: o la liquidazione e lo scioglimento o il varo di un piano di risanamento. La prima soluzione appare di difficile concretizzazione: la conseguenza dello scioglimento della Spes sarebbe il ritorno alla gestione diretta del patrimonio di edilizia pubblica, un compito estremamente difficoltoso per Pistoia ma anche per gli altri Comuni, più o meno piccoli, presenti nella compagine societaria.
L’altra strada è quella del piano di risanamento, che ha come interlocutore fondamentale la Regione, massima creditrice della Spes, dalla quale deve riavere una somma che sfiora i 6 milioni di euro, molti dei quali ricevuti come finanziamento per la costruzione di alloggi popolari nell’area ex Ricciarelli, a Pistoia, operazione poi mai decollata. Un percorso per nulla semplice, ma che consentirebbe di evitare terremoti nella gestione delle case popolari.
L’appuntamento del 9 dicembre incalza: in Comune questa è l’ora delle scelte. —
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