Il Tirreno

Pistoia

la testimonianza 

«Indipendente e fuori dagli schemi» Don Biancalani conosceva la vittima

M.D.
«Indipendente e fuori dagli schemi» Don Biancalani conosceva la vittima

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quarrata

La conosceva da quando era bambino. Da quando, negli anni Sessanta, la mamma, che gestiva il circolo accanto alla chiesa, l’affidava a lei, che proprio lì davanti aveva il suo stanzone con i telai. Era un’amica di famiglia Romana Bonacchi, e don Massimo Biancalani, che alla Ferruccia abitava – e tutt’ora abita – a trecento metri in linea d’aria dal luogo del delitto, dalla villetta di via Ceccarelli in cui quella donna «un po’ fuori dagli schemi della vita del paese» venne uccisa con 27 coltellate.

«Fu un grande trauma, per me come per tutti in paese – racconta il sacerdote, ferrucciano doc, come lui stesso si definisce – Una fine così cruenta. Povera Romana. Ricordo che era una donna indipendente, certamente benestante, che viveva di rendita. E l’ipotesi che allora tutti facevano è che il delitto fosse legato a questa sua disponibilità economica».

«Romana era senza dubbio un tipo fuori dagli schemi di un paese piccolo come la Ferruccia, in cui tutti erano lavoro, casa e chiesa – prosegue don Biancalani – E per questo poi vennero fatte anche tante ingiuste insinuazioni. Se adesso la giustizia riuscisse a scoprire la verità, a capire cosa è successo, chi le fece del male, sarebbe importante per tutti, per lei soprattutto ma anche per l’intero paese. Perché tutti allora pensarono che si trattava di una vicenda che era circoscritta nell’ambito della Ferruccia. Un’ombra che è rimasta e che sarebbe bello rimuovere una volta per tutte». —



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