Il presidio
Ecco la prima grande nevicata Gli impiantisti si preparano
Abetone
Con gli impianti di risalita chiusi per decreto del presidente del Consiglio, causa pandemia, ieri mattina le stazioni sciistiche della montagna pistoiese si sono risvegliate con una coltre di neve che va dai 20 ai 30 centimetri. Bianche Abetone, Val di Luce e Doganaccia di Cutigliano. Ma gli impiantisti hanno potuto solo ammirare la nevicata senza aprire nessun impianto. Forte però delle temperature rigide di queste notti, c’è chi pensa di far entrare in funzione i cannoni per produrre neve artificiale in attesa di tempi migliori.
«Ci vengono i lacrimoni», ha scritto Andrea Formento, direttore degli impianti di risalita della Val di Luce sulla pagina Facebook di “Info Val di Luce”. «Con una nevicata come questa – ha aggiunto poi, raggiunto al telefono – in tempi pre Covid, come viene detto ora, domenica prossima avremmo potuti essere aperti almeno con alcuni impianti. In paese lo spessore della neve va dai 15 ai 20 centimetri e noi saremo stati pronti ad accogliere i primi appassionati delle discese bianche».
«Da Cecchetto, paese prima de Le Regine, fino ad arrivare ad Abetone – aggiunge Giampiero Danti, referente della società Saf – ha fatto una bella nevicata, significativa. Sulle piste ci sono circa 30 centimetri e da domani (oggi per chi legge, nda) di notte la temperatura scenderà sotto i 5 gradi. Per cui noi abbiamo deciso di far entrare in funzione i cannoni per la neve artificiale. Ci crediamo e vogliamo farci trovare pronti».
Si tratterà di neve messa da parte per averla pronta quando sarà possibile aprire, quindi per ora non verrà battuta. Due metri di neve artificiale pronta all’uso. «L’appello che faccio – prosegue Danti – è rivolto alla Regione: che in qualche modo ci sostenga economicamente nella produzione della neve, come succede in Trentino».
Manto bianco di diversi centimetri anche alla Doganaccia. «Adesso non possiamo che stare a guardare questa nevicata – racconta Marco Ceccarelli di Doganaccia 2000 – perché abbiamo le mani legate dal decreto in vigore. Ma certo non stiamo fermi: collaudiamo gli impianti e prepariamo iniziative, sperando in tempi migliori». –
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