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Allarme rosso per Spes: la società case popolari perde quasi 3,7 milioni

fabio calamati
Allarme rosso per Spes: la società case popolari perde quasi 3,7 milioni

Il cda sta per varare un bilancio pesantemente negativo Cenerini (Pistoia Sorride): «Comune, gestione fallimentare» 

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Brutta sorpresa nel bilancio consolidato 2019 del Comune (in sostanza i conti dell’amministrazione allargati ad una serie di società partecipate e controllate), attualmente sotto esame della commissione della prima commissione del consiglio comunale. La Spes, società che si occupa della gestione delle case di edilizia popolare per conto dei Comuni pistoiesi (il capoluogo detiene il 46% delle quote) chiuderà i conti 2019 con un risultato economico negativo di 3 milini 691mila euro e un patrimonio netto negativo di 1,8 milioni di euro. Dati da allarme rosso: se la Spes fosse una qualsiasi società privata, questi numeri non le darebbero scampo.

Il Comune di Pistoia, invece, dovrà rispettare la normativa in materia, che lo chiama ad effettuare un accantonamento proporzionale al valore della partecipazione pari al valore dell’intera perdita non immediatamente ripianata. Insomma, un esborso pari alla metà del “rosso”, più la somma che si renderà necessaria per ripristinare il capitale della società.

La bozza del bilancio Spes in profondo rosso (e non ancora approvato dai soci) era arrivata a Palazzo di Giano il 30 ottobre, proprio per consentire la stesura del bilancio consolidato. La Spes ha inviato l’11 novembre ulteriore documentazione. Ma la notizia, finora, era rimasta inedita. Almeno fino alla riunione della commissione.

A parlarne su Facebook è stato il capogruppo di Pistoia Sorride Alessandro Cenerini. «La perdita di bilancio – sottolinea il consigliere – è importante e si riferisce ad alcune operazioni effettuate negli anni scorsi e finalizzate alla realizzazione di case popolari, per le quali la Regione ha stanziato dei fondi che non sono stati utilizzati e che adesso richiede indietro».

Le vicende sono quelle della Dogana a Pescia e dell’area ex Ricciarelli a Pistoia, che risalgono al 2006-07. Cenerini punta però il dito contro l’attuale amministrazione comunale, accusata di una «gestione fallimentare delle aziende partecipate». E, in questo caso, di «sapere già da febbraio quale fosse la situazione, ma di non averne mai parlato con la commissione, che ha tra i suoi compiti anche il controllo delle aziende partecipate. Lo hanno fatto solo adesso, a 13 giorni dall’approvazione del bilancio consolidato». —



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