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Dirigente ed ex amministratore Il Pd piange Stefano Cecchi
70 anni, era stato operato da poco a Careggi. Di formazione socialista, lavorò alla Breda e alla Cgil. Dal 1995 al ’99 fu anche consigliere provinciale
Pistoia
È morto nella notte tra sabato 14 e domenica 15 novembre, a causa delle complicazioni legate a un intervento chirurgico già programmato all’ospedale fiorentino di Careggi, Stefano Cecchi, tra i più conosciuti e stimati dirigenti del Partito democratico pistoiese. Cecchi attualmente era membro dell’assemblea comunale e della direzione provinciale del Partito democratico di Pistoia.
Classe 1950, Cecchi aveva compiuto 70 anni il 24 aprile. Prima di andare in pensione aveva lavorato anche alla Breda di via Ciliegiole e poi alla Camera del Lavoro. Appassionato di politica fin da giovane, Cecchi aveva cominciato la sua militanza nel mondo della sinistra pistoiese aderendo al Partito socialista italiano.
Alla fine degli anni '90, con la nascita dei Democratici di sinistra, era stato tra quelli, nella casa socialista, che aveva aderito al nuovo partito proseguendo il suo impegno politico per poi approdare nelle file del Pd. Partito, quest'ultimo, di cui è stato dirigente, sia a livello comunale che provinciale, per diversi anni. Dal 1995 al 1999 ha anche ricoperto il ruolo di consigliere provinciale nell'assemblea di Palazzo Balì. Ma anche dopo la fine del suo impegno istituzionale, è sempre rimasto attivo nel partito, organizzando iniziative e gestendo circoli.
A salutarlo per l'ultima volta è il ricordo dell'Unione comunale del Pd pistoiese, affidato alla pagina Facebook del partito. «Sin dagli anni '60 – si legge nella nota - Stefano si è impegnato per la trasformazione della nostra società nel senso di una riduzione delle diseguaglianze, una parità delle opportunità, una partecipazione generalizzata ai processi decisionali, contrastando prevaricazioni e semplicismi demagogici. Aveva un'idea di sinistra alla quale è sempre rimasto coerente nel suo lavoro politico al servizio della comunità, prima nel Psi, poi nei Ds e infine nel Pd, ricoprendo di volta in volta diversi incarichi negli organismi di partito ma anche impegnandosi come amministratore».
«Dotato di grande lucidità e capacità di ascoltare le ragioni degli altri - prosegue il ricordo dei compagni di partito - doti che gli consentivano di essere radicale negli obiettivi ma al contempo moderatore realista fra posizioni contrastanti, era scevro da personalismi e da volontà di emergere. Lo ricordiamo così: un esempio di serietà e coerenza, di passione disinteressata e impegno per il bene comune. La sua scomparsa lascia un vuoto e ci addolora profondamente. Alla famiglia va il più commosso abbraccio e le più sincere condoglianze da tutto il Partito democratico di Pistoia. Ciao Stefano, che la terra ti sia lieve e il riposo dolce». Stefano Cecchi lascia la moglie Miriam e la figlia Cristina. Le esequie si svolgeranno in maniera strettamente privata. —
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