Il presidio
Studenti al Nursery Campus per capire cosa fare da grandi
Giornata d’orientamento in vista della scelta di un percorso di formazione Pagnini (Uniser): «Vogliamo portare a Pistoia un progetto pilota per i giovani»
PISTOIA
Quante volte, da bambini, abbiamo coltivato il sogno di svolgere una professione piuttosto che un’altra. Magari a cuor leggero, senza capire i reali sacrifici che quel lavoro comporterebbe e senza neppure farci troppe domande sul domani. Ieri, al Pistoia Nursery Campus, il primo campus sul vivaismo in Europa e dunque un luogo di studio e formazione sul verde ideato da Vannucci Piante, si sono riuniti una trentina di studenti delle scuole superiori pistoiesi (la maggior parte arrivavano dall’Istituto “Pacini” ) per una simulazione del futuro. Una sorta di gioco di ruolo per capire cosa significherebbe fare il medico piuttosto che l’imprenditore o l’artigiano. E, in questo modo, orientarsi nel “mare magnum” delle facoltà universitarie. Ma in maniera consapevole.
«Questa iniziativa si concentra sull’orientamento dei giovani verso il mondo del lavoro – spiega Andrea Massaini, direttore del Pistoia Nursery Campus – ma in maniera innovativa e sperimentale. Un’idea unica in Italia che fa tappa per la prima volta qui, a Pistoia, con l’obiettivo di creare un momento di incontro in un approccio diverso rispetto al metodo tradizionale di fare orientamento. In questo modo i ragazzi hanno un ruolo attivo, si immaginano cosa significhi svolgere una professione con le considerazioni che i suoi pari, i compagni di scuola, lo portano a fare».
«Si tratta di uno scenario interattivo – sottolineanoil professor Lucio Tonello, docente di neuroscienze, e la professoressa Glenda Cappello, pedagogista – in cui i ragazzi analizzeranno la tipologia di vita di un imprenditore, un diplomatico, un artigiano, un medico. E al termine di ogni scenario i giovani potranno interagire direttamente con professionisti di successo, ma anche con chi ci ha provato, pur non riuscendo ad affermarsi. Questo programma riuscirà a far vivere un’esperienza dirompente, durante la quale gli studenti potranno liberarsi di alcune finte certezze. E, in questo modo, la consapevolezza verso la scelta da prendere si rafforzerà».
Una giornata in cui gli studenti delle scuole pistoiesi hanno ascoltato, parlato, interagito. Di fronte a loro, pronto a raccontare la sua esperienza, anche Gino Salica, ex presidente della Fiorentina. Domande semplici, quasi scontate, ma solo all’apparenza: come ti vedi tra 15 anni? Il lavoro che ti piace esisterà ancora tra 10 anni? Stai cercando un lavoro fisso o preferiresti cambiare di frequente? Vorresti un lavoro a livello locale o internazionale? I ragazzi hanno ascoltato le esperienze dei professionisti, hanno posto loro dei quesiti. Poi si sono seduti e hanno proseguito suddivisi in piccoli gruppetti, seguiti da alcuni coach.
«Il nostro obiettivo è quello di fare alta formazione – conclude Alessandro Pagnini, presidente di Uniser – e portare l’eccellenza a Pistoia. Perché questa è la città con il numero più basso di iscritti all’università, in Toscana. Eppure ci sono degli ottimi cervelli che si sviluppano qui e che dimostrano la loro grandezza. Il nostro compito, ora, è portare a Pistoia un progetto pilota che serva a orientare i giovani nella scelta del percorso universitario. Non per studiare per lavori che non esistono più, ma per una migliore qualità della vita. Un primo, importante passo in questa direzione è stato già fatto». –
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