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tolte le transenne 

Tornati a Vicofaro decine di migranti che erano in quarantena a Montecatini

MASSIMO DONATI
Tornati a Vicofaro decine di migranti che erano in quarantena a Montecatini

Intanto la polizia ha identificato tutti gli ospiti della parrocchia e degli alberghi sanitari su delega della procura di Pistoia

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Finita la quarantena, con zaini in spalla o trolley al seguito sono tornati alla spicciolata fin dalle prime luci del giorno. Venti, trenta, forse di più... Ma per rientrare nella “loro” parrocchia hanno dovuto attendere fin dopo mezzogiorno, quando sono state rimosse le transenne una volta terminate le operazioni di identificazione da parte della questura dei migranti che da Vicofaro non se ne erano mai andati: 27. Così come i poliziotti del commissariato, tra venerdì pomeriggio e ieri mattina, hanno provveduto a fare altrettanto con coloro che la quarantena l’hanno passata negli alberghi sanitari di Montecatini.

Un’attività di identificazione che la procura della Repubblica di Pistoia ha ritenuto necessaria – prima che i migranti fossero liberi di lasciare le strutture nelle quali si trovavano in isolamento – nell’ambito dell’inchiesta aperta la scorsa settimana su alcuni episodi avvenuti durante la quarantena a Vicofaro (tra le ipotesi di reato, quelle di violenza, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale). Anche perché fino ad ieri gli elenchi degli ospiti della parrocchia forniti alle autorità presentavano una serie di errori sia nei numeri che nei nominativi.

Fatto sta che, revocata dal sindaco l’ordinanza con cui aveva istituito la quarantena, da ieri Vicofaro è tornata ad aprire le sue porte ai migranti. L’attività di polizia volta a prevenire la diffusione del contagio, con la sorveglianza giorno e notte all’esterno della parrocchia, non ha più ragione d’essere, mentre i migranti che prima erano ospitati lì da don Massimo Biancalani sono ora liberi di tornare. Anche se la parrocchia di Vicofaro non è adeguata nel dal punto di vista dell’agibilità né da quello igienico-sanitario.

Come accennato, sono 27 i migranti che erano restati a Vicofaro per l’intero periodo della quarantena. Dalle procedure di identificazione eseguite ieri mattina dalla polizia, 19 sono risultati regolari, 7 sono stati invitati a cercare di regolarizzare la loro posizione (con eventuali ricorsi in seguito al respingimento delle richieste di asilo) e uno è stato accompagnato in questura per la notifica dell’espulsione.

A Montecatini, invece, sono stati 45 i migranti che sono stati identificati dalla polizia prima che lasciassero gli alberghi sanitari in cui erano ospitati. Tra questi, 19 sono risultati in regola con i permessi, mentre per 17 è scattato l’invito a presentarsi negli uffici di polizia per completare le pratiche per chiedere la regolarizzazione. Cinque gli irregolari, tutti portati in commissariato per la fotosegnalazione e la notifica dei provvedimenti di espulsione: alcuni dovranno lasciare l’Italia entro 7 giorni, pena l’arresto, altri hanno 15 giorni per presentarsi in questura per le successive notifiche.

Negli alberghi sanitari restano al momento i migranti ancora in isolamento: i 22 che, inizialmente negativi, sono stati contagiati durante la quarantena e i 18 che erano positivi già dal loro arrivo da Vicofaro.

La prefettura ha inoltre dato la possibilità di restare anche a tutti gli altri migranti identificati ieri mattina dalla polizia: una soluzione ponte in attesa che siano pronte le due strutture individuate a Lucciano e a Ponte Stella dalla curia per ricollocare gli ospiti di Vicofaro. —

MASSIMO DONATI

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