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Pistoia

la protesta 

Gli operai: «Vogliamo aumenti di salario»

MARTINA TRIVIGNO
Gli operai: «Vogliamo aumenti di salario»

I metalmeccanici chiedono il rinnovo del contratto nazionale. Presidio davanti alla sede di Confindustria Toscana Nord

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PISTOIA

«Vogliamo un contratto nazionale vero, che risponda alle necessità di chi lavora e che valorizzi e tuteli i dipendenti, sotto ogni aspetto. A partire da quello salariale».

Sventolano le bandiere, in piazza Garibaldi, a Pistoia. Un gruppo di lavoratori metalmeccanici (tra cui diversi dipendenti di Hitachi) si è riunito lì, ieri, in occasione dello sciopero nazionale per chiedere il rinnovo del contratto nazionale, ormai scaduto da un anno. Sono rimasti sotto la sede pistoiese di Confindustria Toscana nord per consegnare un documento redatto dalle segreterie provinciali di Fim, Fiom e Uilm per far arrivare la loro voce fino a Roma.

«La trattativa con Federmeccanica si è interrotta nei primi giorni di ottobre, dopo 13 incontri a livello nazionale – spiega Jury Citera di Fim – Cisl Toscana nord – E quel che è apparso chiaramente, fin dal primo momento, è che non è disposta a concedere aumenti salariali».

In tutta Italia sono oltre un milione e mezzo i lavoratori metalmeccanici e, di questi, circa tremila sono in provincia di Pistoia.

«Il salario è il primo aspetto su cui intervenire – aggiunge Paolo Mattii di Fiom Cgil – Questo, infatti, è il momento in cui i dipendenti avrebbero bisogno di vedersi confermare tutti gli sforzi fatti, tutti quanti insieme, per riavviare il sistema produttivo e riportalo, di nuovo, nelle condizioni di essere competitivo sul mercato. Per questo tutte le lodi per quei lavoratori che hanno sfidato il Covid-19 solo pochi mesi fa, durante il difficile periodo del lockdown, sono soltanto un ricordo. E oggi i lavoratori sono oggetto, ancora una volta, di contrapposizioni ideologiche che non guardano al futuro del paese e neppure a un ruolo primario delle persone all’interno del ciclo produttivo».

Per Simona Gigetti di Uilm non si può più tergiversare. E neppure attendere oltre. Lo ha spiegato al termine dell’incontro con i rappresentanti di Confindustria Toscana nord.

«Noi la nostra parte, come organizzazioni sindacali pistoiesi, l’abbiamo fatta – conclude Gigetti – e un altro piccolo, ma importante tassello è stato aggiunto al puzzle complessivo. Ma non basta, continueremo a insistere per il rinnovo del contratto nazionale che è la pietra miliare dei lavoratori. Senza questo passaggio, significherebbe regredire di trenta o quarant’anni. Soltanto rinnovando i contratti possiamo rimettere in moto l’economia e ottenere una maggiore riqualificazione anche nei mercati europei. Dobbiamo riprendere i contratti in mano, anche alla luce della pandemia. C’è molto di cui parlare, ma un aspetto non dobbiamo mai dimenticarlo: i dipendenti sono prima di tutto delle persone. Peccato che Federmeccanica non sembri rendersene conto. Ma noi andiamo avanti, non ci fermiamo». –

MARTINA TRIVIGNO

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