Pd, il segretario si dimette «Manca una visione unitaria»
Pier Luigi Galligani ha deciso di lasciare l’incarico per gli “eccessivi personalismi” «Spero che questa decisione possa portare il partito a un’analisi al suo interno»
PISTOIA
Pier Luigi Galligani si è dimesso dalla carica di segretario provinciale del Partito democratico di Pistoia. Dimissioni irrevocabili, a causa del «venir meno delle condizioni» per cui, a suo tempo, accettò l’incarico. Ovvero il ricoprire quel ruolo in qualità di segretario unitario, oltre le correnti e i personalismi che – ormai da anni – affliggono il partito. Una sfida che, però, per sua stessa ammissione è fallita. Le dimissioni risalgono alla metà di ottobre, ma sono passate in sordina. Complice la scelta dello stesso Galligani di non darne notizia, se non tramite una lettera indirizzata al presidente del Pd provinciale Luciano Mazzieri e, per conoscenza, alla segretaria regionale Simona Bonafè.
L’«assenza di una visione unitaria all’interno del Pd» e il protrarsi di correnti che sfociano in «eccessivi personalismi», dunque, sono alla base della scelta dell’ex sindaco di Ponte Buggianese di “abbandonare la nave”. Nessuna polemica, ci tiene a sottolineare Galligani. «La decisione è frutto di una valutazione personale. Ma spero che possa portare il partito verso un’attenta analisi al suo interno». Difficile dire quale sia stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, ma Galligani non nasconde il disappunto legato all’ultima tornata elettorale delle elezioni regionali. Quando a fronte di una lista di 7 candidati usciti dalla direzione provinciale (3 uomini e 4 donne, una in più del dovuto), il Pd provinciale ha evitato di demandare la scelta dei 6 nomi alla direzione regionale solo all’ultimo tuffo, quando la sindaca di Pieve a Nievole Gilda Diolaiuti ha ritirato la sua candidatura. «Non ho niente da recriminare al mio partito – prosegue l’ex segretario – ma è evidente che così non può andare avanti. L’unità non può essere solo professata, ma anche messa in pratica».
Cosa serve allora? Difficile dare una risposta, ma secondo Galligani il primo passo è «approfondire i problemi e le cause che hanno portato a questa situazione e condividere il modo di agire, abbandonando la corsa continua a voler emergere sugli altri». Anche perché, se l’esito delle elezioni regionali ha evidenziato una crescita dei consensi per il Pd rispetto ai risultati delle politiche 2018 e delle europee 2019 in diversi comuni della provincia, a partire dal capoluogo Pistoia, il lavoro da fare è ancora molto.
Alle porte, infatti, ci sono gli appuntamenti con le tornate elettorali amministrative. Nel 2021 Larciano e Abetone Cutigliano (il sindaco di Fdi è appena stato eletto in consiglio regionale e ha lasciato l’incarico) e nel 2022 – solo per citarne una – la grande sfida per riconquistare Pistoia, passata alla destra nel 2017.
«Sono convinto – conclude Galligani – che il partito avrà la capacità di lavorare per un obiettivo comune, senza guerre interne, e che ci siano le condizioni per confermare i comuni dove già governiamo, e riconquistare quelli persi. Bisogna però che tutti remino nello stesso verso».
Galligani era stato eletto segretario provinciale dall’assemblea Pd nel dicembre 2018, dopo aver svolto il ruolo di coordinatore della reggenza nel periodo di transizione seguito alle dimissioni di Riccardo Trallori. Con le sue dimissioni, a guidare il Pd provinciale nel suo ruolo di garante è il presidente Luciano Mazzieri che avrà l’incarico di portare avanti le consultazioni con i segretari di circolo e tenere i rapporti con la segreteria regionale, in attesa della prossima assemblea provinciale. –
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