Il presidio
Biancalani: i ragazzi devono poter tutelare la loro salute
Don Massimo, negativo al tampone, ha lasciato la quarantena nella propria abitazione per tornare a fianco dei migranti ospitati nella sua parrocchia
PISTOIA.
«Lasciate almeno una ventina di ragazzi a Vicofaro. Sono numeri sostenibili». Don Massimo Biancalani dice di essere stanco. Ha ancora il raffreddore e pure qualche linea di febbre, un camice sintetico di colore azzurro chiaro addosso e, sul viso, la mascherina.
«Ma il tampone l'ho fatto ed è negativo», precisa il sacerdote divenuto simbolo dell'accoglienza in Italia. «L'Asl mi ha concesso un permesso speciale - sottolinea - Ho lasciato la mia casa (dove stava trascorrendo la quarantena, nda) e sono tornato per stare al fianco dei ragazzi. Ho chiesto che venissero sottoposti tutti quanti a tampone per evitare che Vicofaro si traformasse in un lazzeretto: la mia richiesta è stata accolta».
Don Biancalani fa l'appello, chiama i suoi ragazzi perché si facciano avanti. «Sono tanti, qualcuno si era pure nascosto - racconta - Ho parlato con la prefettura e le autorità. Mi dispiace il fatto che tutti parlino dei ragazzi in termini burocratici. Dietro ci sono persone, con un passato spesso difficile. Mi è stato detto che sarebbero stati portati via negli alberghi sanitari, mentre a Vicofaro sarebbero rimasti solo i casi psichiatrici, che sono quattro. Quelli per natura più complessi perché hanno bisogno di essere seguiti con grande attenzione. Non possono essere lasciati da soli. La consulenza è arrivata soltanto in tarda serata, ma la situazione è molto delicata».
E per quanto riguarda il resto del gruppo, circa una novantina di persone risultate negative al tampone? Don Biancalani, ieri sera, li ha convocati in chiesa per parlare con loro e spiegare la situazione. «Cercherò di convincere il maggior numero di ragazzi ad andare, per tutelare la loro salute - spiega il sacerdote prima di andare - Ma una ventina di ragazzi possono continuare a stare ancora qui e terminare il loro periodo di quarantena a Vicofaro. I locali, infatti, sono abbastanza grandi da rendere possibile la coabitazione di un numero sostenibile di persone nel rispetto delle disposizioni anticontagio». Una linea che, alla fine, sembra abbia convinto i migranti ospiti. Stamani, sia nell'appartamento che nella chiesa di Vicofaro si terrà la sanificazione dei locali. —
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