Il Tirreno

Pistoia

le ricette contro la crisi 

«Ripresa possibile soltanto se rinnoviamo le imprese»

L.S.

Secondo il presidente Morandi «niente sarà più come prima, ci aspettiamo un taglio deciso alle imposte, meno burocrazia e interventi sull’occupazione» 

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Pistoia

«Mesi surreali, un'escalation che mai avremmo potuto immaginare, momento senza precedenti, sacrificio». Il dramma di ciò che è accaduto, le tragiche ricadute sul presente e sul futuro. Ma c'è anche un messaggio di speranza nelle parole di Stefano Morandi, presidente della Confcommercio Pistoia e Prato: «Una vera e propria ripresa sarà possibile solo con un profondo ripensamento, un rinnovamento anche all’interno delle nostre aziende – ha detto ieri all'assemblea dei soci – dovremo innovarci insieme. Niente sarà più come prima. Nuove criticità da risolvere ma anche nuove opportunità da cogliere. Vogliamo essere promotori e acceleratori di questo rapido processo di cambiamento». La consapevolezza del ruolo e le richieste generali: «Ci aspettiamo un taglio deciso alle imposte, una vera riforma fiscale, meno burocrazia, interventi di ampio respiro sull’occupazione. Contiamo su contributi a fondo perduto specifici per le microimprese, estensioni alle moratorie fiscali, un utilizzo efficiente delle risorse del Recovery Fund». Richieste più specifiche, a valenza territoriale, arrivano da Tommaso Gei, presidente della Consulta di Prato: «È necessario un efficiente sistema di infrastrutture, dobbiamo rendere facilmente fruibile l’intera area metropolitana Firenze-Prato-Pistoia terminando la terza corsia dell’A11, portando a termine velocemente il raddoppio ferroviario Lucca-Firenze e rivalutando il progetto della tramvia veloce fra Prato e Peretola. Parlando di infrastrutture non dimentichiamo il collegamento con la Montagna Pistoiese, che soffre da tempo della mancanza di interventi strutturali». Aggiunge Gianluca Spampani, vicepresidente dell'associazione: «Le imprese hanno bisogno di progetti strutturali e di sostegno delle istituzioni. Per mantenere in vita il sistema di micro, piccole e medie imprese servono progetti alla loro portata e imprenditori capaci di realizzarli. Quindi, più bandi per le microimprese, semplificazione nell’accesso, abbassamento dei minimali di investimento e misure specifiche». Tornando alle imprese, dà uno sguardo differente Donatella Moica, presidente Terziario Donna: «Da un lato si tratta di convertire almeno in parte il business attraverso tecnologia e digitalizzazione; dall’altro c’è la richiesta di tornare a relazioni meno soggette al consumismo, più rispettose della collettività e meno concentrate sul singolo. Va creato valore attraverso un modello che integri innovazione, tradizione e storia. La promozione delle filiere corte, del commercio di prossimità e di un’azione collettiva per la riduzione dell’impatto ambientale deve inserirsi in questo nuovo modello».

Il dibattito all’assemblea di Confcommercio è stato moderato da Marco Madinelli, caposervizio della redazione Tg Toscana della Rai. —



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