Il Tirreno

Pistoia

tribunale del riesame 

Ridotto a un milione il sequestro preventivo nei confronti di Banchi

pasquale petrella
L'avvocato pratese Luca Brachi
◗
L'avvocato pratese Luca Brachi

Il Tribunale del Riesame di Pistoia ha fatto sue le conclusioni della Corte di Cassazione e ordinato la riduzione dei beni psoti sotto sequestro all'imprenditore di Montemurlo e ai suoi famigliari e collaboratori

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Dagli originali due milioni ed ottocentomila euro, il sequestro preventivo di denaro, beni mobili ed immobili (comprese le prime case) viene ridotto a poco meno di un milione. È questa la decisione del Tribunale del riesame di Pistoia dopo che la Corte di Cassazione ha accolto in gran parte il ricorso presentato dagli avvocati Luca Brachi e Gaetano Berni ai quali nel tempo si è affiancato anche l’avvocato Niccolò Lombardi Sernesi nell’ambito del procedimento che vede imputati l’imprenditore di Montemurlo ma molto conosciuto anche a Montale, Massimo Banchi, e a carico di altri soggetti fra i quali Leandro Santoni, Riccardo Banchi, Ruggero Banchi, Marta banchi, Silvia Banchi, Stefano Piani, Ugo Franco, David Ceni e Luca Bartolucci. Nell’indagine condotta dalla Guardia di Finanza sono ipotizzati reati tributari, sottrazione fraudolenta di beni all’azione di recupero dell’Erario, illecito reimpiego e autoriciclaggio. All’epoca furono quattordici le persone indagate a vario titolo, tra cui sette accusate anche di associazione a delinquere.

«Non possiamo che esprime soddisfazione per i riferimenti operati del Tribunale del Riesame di Pistoia nella motivazione dell’ordinanza – dichiarano i tre avvocati del collegio difensivo degli imputati – Già quando fu emessa la sentenza di annullamento della Suprema corte, avevamo affermato che eravamo di fronte ad uno spiraglio di luce nella penombra in cui si trovava la posizione degli indagati: oggi, con questa ordinanza, in quella stanza buia si sono accese numerose lampadine. Fra l’altro si avvicina l’udienza preliminare in cui dovrà risolversi il problema della sequestrabilità per equivalente della prima casa (situazione che riguarda numerosi imputati ndr) e che il tribunale del Riesame di Pistoia non ha potuto affrontare perché era elemento che non poteva affrontare in un giudizio di rinvio da parte della corte di cassazione». La sentenza della Cassazione e la nuova ordinanza del Tribunale del Riesame di Pistoia hanno di fatto messo nuove armi in mano ai difensori.

Il provvedimento non poteva che essere accolto con grande soddisfazione anche dallo stesso imprenditore Massimo Banchi che è sicuro che «questo provvedimento costituisce il primo passo d’un processo nel quale – si augura – quando verrà approfondito il merito delle restanti imputazioni, di chiarire la sua posizione e l’estraneità dei propri collaboratori e parenti che sono stati coinvolti». Ma soprattutto rilevano i legali, che è un provvedimento che «gli consente di dire che, quand’anche risultasse essere un imprenditore che ha commesso degli errori nella gestione, certamente non è un delinquente, mentre invece è stato criminalizzato, e ricorda che quell’attività che ha svolto ha avuto un solo risultato, proseguire un’attività d’impresa e mantenere l’occupazione a tante famiglie, senza nascondere tesoretti e senza guadagni lauti per lui». Massimo Banchi inoltre tiene a sottolineare che la crisi del suo gruppo di aziende (ci sono imprese di materassi, ma anche un centro sportivo) sarebbe nata proprio in seguito ad un accertamento induttivo effettuato sempre dalla Finanza nel 2007. Accertamento ed imputazioni che, difeso sempre dall’avvocato Brachi, lo videro assolto dal Tribunale di Prato nel 2013 ma che l’assoluzione non fermò di certo la crisi che ormai si era innescata. –


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web