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Vicofaro, la Regione dà il via al trasferimento dei migranti
Firmata dal governatore Rossi l’ordinanza per ricollocare gli ospiti in strutture della Curia di Pistoia e di Prato. Il sindaco Tomasi: «Il Comune aveva ragione»
PISTOIA
Il dado è tratto: il governatore della Regione, Enrico Rossi, ha firmato ieri (dopo i tavoli con Asl, Diocesi, Comune, prefettura e questura di Pistoia) l’ultimo atto del suo mandato da presidente. E lo ha fatto per definire il futuro dei circa duecento migranti accolti a Vicofaro da don Massimo Biancalani. Con la sua ordinanza, di fatto, il governatore dispone che l’Asl Toscana Centro proceda a “un adeguato decongestionamento della comunità di Vicofaro, con il ricollocamento dei soggetti presso strutture di cui abbia la disponibilità o, in mancanza, presso strutture di terzi messe a disposizione a titolo di comodato gratuito”.
E le strutture (quattro o cinque in provincia di Pistoia, ma nessuna, da quanto si apprende, a Pistoia città), saranno messe a disposizione dalla Diocesi di Pistoia e da quella di Prato. “Perché siano utilizzate – si legge in una nota della Diocesi pistoiese – con i criteri individuati dell’Asl e di concerto con le altri istituzioni, per ospitare e gestire i migranti attualmente presenti nella parrocchia di Vicofaro”.
L’ordinanza (che entrerà in vigore oggi) concede un mese di tempo per individuare “le strutture, idonee dal punto di vista igienico sanitario e abitativo, che garantiranno l’alloggio temporaneo delle persone in sovrannumero attualmente alloggiate presso la comunità di Vicofaro, al fine di ridurre il sovraffollamento e assicurare così idonee misure di prevenzione e contenimento della diffusione del coronavirus”.
Al termine di questo percorso, sarà firmata una convenzione tra Asl e Curia di Pistoia e di Prato. Nelle strutture ci sarà personale ad hoc che gestirà la sorveglianza, la pulizia dei locali e l’assistenza degli ospiti: sarà un bando dell’Asl a individuare il soggetto che si occuperà di questi aspetti.
«Adesso ci sono tutti gli elementi per risolvere questa vicenda e quindi è fondamentale che siano rispettati gli impegni presi al tavolo – commenta il sindaco, Alessandro Tomasi – Finalmente questa ordinanza dà ragione alle posizioni tenute dal Comune: Vicofaro non poteva e non può accogliere un numero tanto elevato di persone e non può essere gestita come è stato finora. Questo tipo di gestione non poteva e non può infatti trovare l’appoggio delle istituzioni. Con l’ordinanza viene messo nero su bianco che lì c’è un problema da risolvere, a tutela delle persone accolte e degli abitanti della zona, che devono, anche loro, essere tutelati».
Vicofaro si svuoterà, è vero, ma don Biancalani non sarà estromesso. Anzi: il sacerdote costituirà un comitato di sorveglianza da lui selezionato. «I miei ragazzi avranno delle difficoltà – spiega – dovranno allontanarsi da una realtà familiare, con molti amici, per trasferirsi in realtà più piccole e decentrate. Ma se sarà una condizione migliorativa, saranno loro a correre. Non resta che aspettare, per vedere se la progettualità di cui si è tanto discusso al tavolo sarà rispettata. Soprattutto ora che la giunta regionale cambierà». —
Martina Trivigno
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