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Getta la spugna il comitato per riavere il pronto soccorso

samuele bartolini
Getta la spugna il comitato per riavere il pronto soccorso

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san marcello

«Abbiamo iniziato questa avventura quattro anni fa. Sono stati anni entusiasmanti, intensi, pieni di speranza. Abbiamo creduto che un territorio marginale come la montagna pistoiese potesse trovare centralità di interesse. Ci siamo sbagliati».

Addio alle armi. È finita. Questa è la cronaca di un fallimento. Il comitato “Vogliamo il pronto soccorso” si è sciolto. Il 14 luglio scorso Eva Giuliani, Flavio Ceccarelli e gli altri membri del comitato hanno detto basta. Dopo quattro anni di battaglie sono molto delusi. Non sono riusciti a riportare il pronto soccorso all’ospedale di San Marcello: «Non ha più senso tenere in piedi il comitato. Meglio scioglierlo» hanno detto.

E così hanno fatto.

Dunque: fine comitato, fine battaglie per il pronto soccorso? Non è detto. Certo però che l’amarezza è tanta. Una su tutte, la corsa al telefono per fissare un incontro con Eugenio Giani: “Mi richiami a inizio settimana, così fissiamo”; “Oh! Mi scusi, mi ero scordato”; “Ah no, mi spiace. Ora il presidente ha tanti impegni: riunioni di partito, assemblee con i simpatizzanti. Non stia più a chiamare, se del caso la richiamiamo noi”.

Febbraio 2020, sta per arrivare la pandemia. Flavio Ceccarelli passa il tempo attaccato al telefono. Cerca di fissare l’incontro con Eugenio Giani. Ma non è mica uno scocciatore. È l’allora candidato presidente alla Regione Toscana che l’ha promesso. “Venite a parlare con me. Vi aspetto nel mio ufficio”, dice al Tirreno il 9 novembre 2019. All’epoca Giani è “solo” – si fa per dire – presidente del consiglio regionale. La sua candidatura a governatore non è ancora ufficiale. Ma l’argomento è incandescente: la riapertura del pronto soccorso all’ospedale di San Marcello Pistoiese. Il comitato coglie la palla al balzo. Cerca di fissare l’incontro con Giani che poi diventa candidato presidente. Una marea di telefonate. Una marea di messaggi. Ma alla fine niente. Tempo perso parlare con il segretario di gabinetto Alessandro Lo Presti.

Alla fine Flavio Ceccarelli capisce che è tutto inutile e desiste nell’impresa. Altre amarezze.

S’è perso il conto di quante volte il consiglio regionale della scorsa legislatura ha deliberato per riconoscere lo status di area disagiata alla montagna pistoiese. È la via maestra per riaprire il pronto soccorso. Ma degli atti del parlamentino toscano non se n’è fatto di nulla. Oggi sono chiusi in qualche cassetto di Palazzo del Pegaso.

Ci sono poi le 8.145 firme raccolte insieme a 16 fra associazioni, sindacati, e comitati della montagna pistoiese. Finite nel nulla. Per non parlare delle oltre mille persone scese per le strade di San Marcello il 13 aprile 2019.

Ma ora basta. Davvero tante, anzi, troppe le speranze tradite. Il comitato “Vogliamo il pronto soccorso” ha finito la sua corsa. —



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