Rientro a scuola dopo l’assenza comitati e preside ai ferri corti
PISTOIA
Scontro ad alta tensione tra tre comitati (“Alleanza Beni Comuni”, “La Scuola è di tutti” e “Obiettivo periferia”) e la dirigente dell’istituto comprensivo Cino da Pistoia-Galilei Sarah Calzolaro. Tema centrale: a che condizioni un alunno può essere riammesso in classe dopo un’assenza inferiore a 5 giorni? Le associazioni accusano la dirigente di aver prima chiesto un certificato medico se l’assenza è superiore a 3 giorni, poi in una circolare successiva di aver richiesto un certificato medico anche per assenze di meno di 5 giorni. E, il giorno successivo, di aver messo a disposizione delle famiglie un modello di autodichiarazione per motivi di salute inferiori a 5 giorni. Secondo le tre associazioni le prime circolari sarebbero illegittime perché non esisterebbe obbligo di legge di produrre certificazioni mediche per assenze inferiori a 5 giorni. Il modulo sarebbe anch’esso illegittimo perché l’autocertificazione pe r motivi sanitari è proibita dal Dpr 445/2000. In seguito a queste e altre accuse, nei confronti della dirigente (mancata disponibilità al dialogo con i rappresentanti del Comitati e dello stesso Ordine dei pediatri) veniva chiesta «l’apertura di un fascicolo disciplinare».
Pronta la replica della dirigente, affidata ad un comunicato stampa in cui si responigono tutte le accuse. Sulla questione dei rientri, in particolare, la dirigente Calzolaro precisa che la sua circolare del 21 settembre, non menzionata dalle associazioni, prevede per assenze inferiori a 3 e 5 giorni (a seconda dell’ordine di scuola) che siano i genitori ad autodichiarare l’assenza di sintomi correlabili al Covid. Esattamente come prevede la delibera della Regione 1.256 del 15 settembre e come molte altre scuole hanno previsto di fare. «Non è il caso di scandalizzarsi per il susseguirsi di circolari – osserva la dirigente – ci saranno tanti aggiornamenti quante saranno le novità sul piano normativo: il panorama legislativo in materia è continuamente in divenire».
Respinta anche l’accusa di mancanza di disponibilità al confronto. « I tentativi di dialogo e concertazione che sarebbero stati ignorati, oltre che essere promossi da comitati del tutto svincolati dai canali istituzionali, non sono altro che le molteplici diffide inviate da varie associazioni a tutti i dirigenti scolastici prima dell'avvio della scuola, con richieste assurde e inapplicabili, in quanto i dirigenti non fanno altro che ottemperare alla normativa di settore. Al contrario, il Comitato dei Genitori è stato sempre il primario interlocutore nella conduzione dell'Istituto».
Quanto alle diverse “minacce” e falsità – conclude la nota della dirigente – rinvierò alle sedi opportune la verifica di eventuali responsabilità per il danno arrecato alla mia persona a seguito della pubblicazione di proclami e notizie volutamente incomplete e chiaramente lesive della mia immagine e di quella dell'Istituto da me diretto». —
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