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Il benservito a vent’anni esatti dalla medaglia alle Olimpiadi

ELISA PACINI

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Dal bronzo di Sydney 2000 al licenziamento dalla giunta Tomasi. Stesso giorno, 23 settembre, ma vent’anni dopo. Per Gabriele Magni non poteva esserci modo peggiore per ricordare la medaglia più pesante della sua importante carriera sportiva di schermitore pluridecorato.

Con quel suo bronzo nel fioretto a squadre, Pistoia tornava sul podio a cinque cerchi 16 anni dopo il secondo oro filato di Luciano Giovannetti nel tiro a volo. Fiore all’occhiello della prestigiosa “Chiti Scherma” (oggi “Scherma Pistoia”), dove ha iniziato a salire in pedana seguendo le orme del fratello Luca (tuttora presidente del club che ha continuato a sfornare atleti di livello), Gabriele Magni, nel suo curriculum di schermitore più titolato del circolo pistoiese, vanta due ori a squadre nella Coppa del mondo di fioretto (1996 e 2001), un bronzo europeo a squadre (2000) e tante medaglie agli assoluti italiani da “biarma”, ovvero da schermitore specializzato in due discipline: il fioretto, con cui ha vestito la casacca azzurra per 15 anni (1989-2004), e poi il nuovo amore, la spada.

Al di là dei successi in pedana, la passione sportiva l’ha portato a continuare ad impegnarsi come master e come dirigente del circolo pistoiese anche dopo l’uscita dal gruppo sportivo delle Fiamme Oro della Polizia di Stato, il trasferimento alla questura di Pistoia e il proseguimento degli studi con il diploma di grafico. Spalancandogli le porte della politica dello sport, prima come rappresentante degli atleti dal 2009 al 2012 e poi con la nomina a delegato provinciale del Coni, nel 2013, per il seguente quadriennio olimpico.

Un impegno contemporaneo a quello come sindaco di Pistoia di Samuele Bertinelli, del quale sarà spina nel fianco, educata ma decisa, in prima fila contro quello che era ritenuto l’immobilismo del Comune sul fronte dello sport cittadino. Un altro settembre caldo, quello di quattro anni fa, con la manifestazione di piazza con cui il futuro assessore porta sotto le logge del comune la rabbia dello sport. Così non sorprende che, all’indomani della storica vittoria del centrodestra alle amministrative 2017, Alessandro Tomasi lo chiami, non solo in virtù della sua fama di sportivo, a sedersi sulla poltrona più rovente, quella di assessore allo sport, settore che evidentemente aveva voltato le spalle allo sconfitto sindaco di centrosinistra. Tante le aspettative sulla sua figura, scelta anche come apertura da parte di Tomasi all’elettorato non di centrodestra, visto che Magni, per tale ruolo, era stato proposto in campagna elettorale da Roberto Bartoli, che, fuoriuscito dal Pd, si era lui stesso candidato a sindaco contro Bertinelli. Una scelta non ideologica, all’insegna della voglia di cambiamento: questa la motivazione della nomina di Gabriele Magni, licenziato ora da Tomasi all’indomani della vittoria alle regionali di Giani, premiato in provincia proprio nel cuore di Pistoia città. —



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