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«Sull’economia girano sempre troppe bufale»
Cottarelli: «Ho fondato l’Osservatorio sui conti pubblici ma ci vorrebbe più impegno da parte della scuola»
PISTOIA.
Carlo Cottarelli, ospite del Memorial Vannucci, ha portato nel setting del Nursery Campus una ventata di interessante spessore culturale in ambito economico. Con un linguaggio semplice e facilmente comprensibile ha spiegato la straordinarietà del momento storico, in termini di azioni che la Commissione europea ha deciso e la Banca Centrale Europea ha già intrapreso.
Cottarelli ha introdotto questi temi, non proprio banali, spiegando le parole chiave: cos’è il deficit e cos’è il debito, che esiste un debito buono ed uno cattivo, ed anche che la bozza di Piano sul Recovery Fund - varato dal governo nei giorni scorsi - contiene molte parole ma pochi numeri. E questa carenza rende difficile identificare con chiarezza la strategia che il piano vuole perseguire, e pertanto va integrato.
La domanda allora sorge spontanea: spesso la politica ricorre ad un approccio demagogico per far passare provvedimenti le cui motivazioni sarebbero molto difficili da far comprendere a tutti gli elettori, come per questi temi di economia pubblica. Allora, come fare a renderli comprensibili a tutti e dunque ottenere un elettorato più consapevole?
«È un lavoro lungo – risponde Cottarelli – ma necessario. Per questo abbiamo creato l’Osservatorio sui conti pubblici italiani all’Università Cattolica di Milano. Sono convinto della necessità di far capire meglio queste cose, ma è un compito immane. Siamo piccoli e ci troviamo a dover combattere le tante bufale, diffuse e amplificate dalla rete, ed a combattere contro una propaganda politica attenta a promettere i benefici che propone, ma poco attenta ad indicare da dove prendere i soldi».
Come si può fare, allora, a fornire ai cittadini-elettori gli anticorpi per comprendere ciò che accade, riconoscere le bufale ed i canti delle sirene, rispetto a chi ha proposte politiche serie per il futuro del paese?
«Bisognerebbe spiegare un po' di economia a partire dalla scuola elementare. Adesso c’è l’introduzione della materia Educazione civica, ma ci hanno messo dentro un po' di tutto, compresa l’educazione alimentare e quindi, in un’ora a settimana, non è che si potrà fare molto. L’Italia sta perdendo rispetto agli altri paesi anche in campo educativo. Siamo penultimi in Europa come spesa pro-capite per l’istruzione, a cominciare dalla scuola primaria. Purtroppo è così, abbiamo dato priorità ad altre cose; la spesa per pensioni è quella che è aumentata più rapidamente».
Insomma, sarebbe quanto mai dirimente non perdere l’occasione di questo tempo drammaticamente straordinario per un investimento culturale in ambito economico. L’economia è una cosa che incide sulla qualità della vita di tutti, è troppo importante per lasciarla comprendere a pochi. —
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