Il Tirreno

Pistoia

a colloquio con il protagonista 

«Sull’economia girano sempre troppe bufale»

Daniela Fedi
«Sull’economia girano sempre troppe bufale»

Cottarelli: «Ho fondato l’Osservatorio sui conti pubblici ma ci vorrebbe più impegno da parte della scuola»

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PISTOIA.

Carlo Cottarelli, ospite del Memorial Vannucci, ha portato nel setting del Nursery Campus una ventata di interessante spessore culturale in ambito economico. Con un linguaggio semplice e facilmente comprensibile ha spiegato la straordinarietà del momento storico, in termini di azioni che la Commissione europea ha deciso e la Banca Centrale Europea ha già intrapreso.

Cottarelli ha introdotto questi temi, non proprio banali, spiegando le parole chiave: cos’è il deficit e cos’è il debito, che esiste un debito buono ed uno cattivo, ed anche che la bozza di Piano sul Recovery Fund - varato dal governo nei giorni scorsi - contiene molte parole ma pochi numeri. E questa carenza rende difficile identificare con chiarezza la strategia che il piano vuole perseguire, e pertanto va integrato.

La domanda allora sorge spontanea: spesso la politica ricorre ad un approccio demagogico per far passare provvedimenti le cui motivazioni sarebbero molto difficili da far comprendere a tutti gli elettori, come per questi temi di economia pubblica. Allora, come fare a renderli comprensibili a tutti e dunque ottenere un elettorato più consapevole?

«È un lavoro lungo – risponde Cottarelli – ma necessario. Per questo abbiamo creato l’Osservatorio sui conti pubblici italiani all’Università Cattolica di Milano. Sono convinto della necessità di far capire meglio queste cose, ma è un compito immane. Siamo piccoli e ci troviamo a dover combattere le tante bufale, diffuse e amplificate dalla rete, ed a combattere contro una propaganda politica attenta a promettere i benefici che propone, ma poco attenta ad indicare da dove prendere i soldi».

Come si può fare, allora, a fornire ai cittadini-elettori gli anticorpi per comprendere ciò che accade, riconoscere le bufale ed i canti delle sirene, rispetto a chi ha proposte politiche serie per il futuro del paese?

«Bisognerebbe spiegare un po' di economia a partire dalla scuola elementare. Adesso c’è l’introduzione della materia Educazione civica, ma ci hanno messo dentro un po' di tutto, compresa l’educazione alimentare e quindi, in un’ora a settimana, non è che si potrà fare molto. L’Italia sta perdendo rispetto agli altri paesi anche in campo educativo. Siamo penultimi in Europa come spesa pro-capite per l’istruzione, a cominciare dalla scuola primaria. Purtroppo è così, abbiamo dato priorità ad altre cose; la spesa per pensioni è quella che è aumentata più rapidamente».

Insomma, sarebbe quanto mai dirimente non perdere l’occasione di questo tempo drammaticamente straordinario per un investimento culturale in ambito economico. L’economia è una cosa che incide sulla qualità della vita di tutti, è troppo importante per lasciarla comprendere a pochi. —



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