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Pistoia

la protesta degli “orsi” 

Nel degrado l’impianto di rugby: «Mai visto un addetto del Comune»

Giacomo Carobbi
Nel degrado l’impianto di rugby: «Mai visto un addetto del Comune»

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chiesina montalese

Serrature forzate, sporcizia, erba alta ovunque. Si complica la questione del campo di rugby di Chiesina Montalese, inutilizzato per mesi e vittima dell'incuria mentre fuori dai cancelli ragazzi e bambini del Rugby Pistoia scalpitano per poterlo finalmente utilizzare.

Dopo il danno del mancato via libera per l'utilizzo dell'impianto - gli "Orsi" sono ancora in attesa della comunicazione di avvenuta verifica da parte dei tecnici del comune e per far allenare il settore giovanile devono affittare campi privati fuori Pistoia - ecco la beffa della devastazione di quella che a buon diritto la società biancorossa considera la propria casa sportiva. Una brutta tegola che rischia di far slittare ulteriormente la riapertura del terreno di gioco.

«Queste foto - spiega sconsolato il presidente dei rugbisti pistoiesi Lorenzo Neri - testimoniano l'annientamento del nostro lavoro: la zona antistante la clubhouse, dove ospitiamo gli avversari e famiglie nel dopo partita, ridotta a uno sporco bivacco; le serrature degli spogliatoi forzate e questi ultimi usati come latrine. Da mesi ci viene impedito di metterci piede, mentre nessuno dal Comune si è occupato di fare dei controlli».

Da due anni, da quando ne ha ottenuta l'assegnazione per allenamenti e partite interne, il Rugby Pistoia si occupa di tutte le manutenzioni che riguardano l'impianto. Uno "status" che tuttavia non soddisfa la società.

«Il Rugby Pistoia costituisce l'unico presidio a tutela dell'impianto - prosegue Neri - non abbiamo mai visto un incaricato comunale occuparsi di qualcosa: ad esempio di fare l'erba, pulire gli spogliatoi o semplicemente vigilare). A tutte queste funzioni abbiamo adempiuto da soli, sobbarcandoci organizzazione e costi, pur continuando a pagare tariffa piena per servizi mai erogati. Siamo stati pazienti, abbiamo aspettato a lungo le carte che ci legittimassero legalmente come gestori dell'impianto, la situazione non si è ancora sbloccata e ora di fronte a questo scempio non possiamo più tacere».

L'appello degli "Orsi" è chiaro e diretto: «Vogliamo poter rientrare immediatamente sul nostro campo, per poter continuare la nostra opera di presidio, valorizzazione e tutela, questa volta, subito in veste di gestori ufficiali dell'impianto».

«Chiediamo - conclude il presidente Neri - alla Federazione Italiana Rugby chiediamo sostegno e al Coni chiediamo di prendere posizione e di sostenere non solo il rugby ma lo sport pistoiese in generale». —



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