Il presidio
Manager di successo ma studente svogliato «Ragazzi, studiate bene lo state facendo per voi»
Valter Geri, cecinese, numero uno nazionale di Conad, si confessa E offre un consiglio a tutti i giovani che oggi tornano a scuola
L’intervista
«Quando la mia ex professoressa di ragioneria veniva da cliente nei miei supermercati mi guardava e ripeteva: “Non ci posso credere”».
Racconta questo aneddoto sorridendo Valter Geri, cecinese, numero uno di Conad a livello nazionale. Per Geri la scuola non era proprio al primo posto delle priorità. E oggi se ne dispiace: «Ragazzi studiate, fatelo per voi», esorta i giovani nel giorno del rientro a scuola, raccontando anche l’impegno di Conad nel promuovere iniziative a sostegno delle scuole e degli studenti.
Quando ha cominciato a lavorare in Conad? Come è arrivato alla presidenza?
«Era il 1988, con un contratto di formazione lavoro. Nel 2001 ebbi la possibilità di rilevare un punto vendita a Castagneto Carducci e da quel momento diventai socio imprenditore. Nel 2006 sono entrato nel cda, nel 2012 sono diventato presidente di Conad del Tirreno. Da lì nel consorzio nazionale e da giugno di quest’anno sono il presidente nazionale di Conad. Ho due negozi e nel 2021 inaugurerò un supermercato a Cecina».
Una bella carriera. Quali sono i requisiti necessari per avere successo a livello professionale?
«Non credo di avere peculiarità spiccate ma mi approccio a tutto quello che mi gira intorno. Curiosità, ascolto e umiltà ma anche competenza e, di conseguenza, studio».
Eccola la parola chiave: studio. Che studente era?
«Quando andavo a scuola non ero così. Quando i miei genitori andavano a parlare con i professori la frase che dicevano era sempre la stessa: “Il ragazzo potrebbe fare di più”».
Ora sarebbe diverso?
«Si va a scuola prima di tutto per se stessi. Le opportunità possono esserci sempre, anche se ci si accontenta del 6 ma è un peccato non sfruttare al massimo quello che viene insegnato. Dopo si possono leggere libri e documentarsi ma la possibilità di dedicarsi all’apprendimento che si ha da ragazzi non torna più».
Oggi in Italia si rientra a scuola. Qual è il significato che lei dà a questo giorno?
«Un Paese senza sistema scolastico attivo è destinato a soccombere. Con un progetto serio e non messo in discussione continuamente in tre generazioni si potrebbe cambiare in meglio L’Italia».
Il Covid non è stato debellato, i rischi sono ancora molti. Non è preoccupato?
«Sono preoccupato ma lo sono per la riapertura della scuola al pari di tutte le altre attività. Siamo figli e nipoti di persone che hanno fatto la guerra: anche loro avevano paura, proprio come noi adesso. Sopravviveremo anche a questo».
Quali sono i progetti di Conad per la scuola?
«I soci imprenditori collaborano attivamente con le scuole, spesso fornendo e materiali di consumo e sostengono in prima persona progetti formativi e di approfondimento. Abbiamo iniziative come “Insieme per la scuola” per dotare di attrezzature didattiche e multimediali (computer, notebook, stampanti, lavagne luminose…) le scuole coinvolgendo gli alunni e le loro famiglie in una raccolta punti. Poi ci sono “Scrittori in erba”, un progetto che sollecita i ragazzi in età scolare a riscoprire il piacere della lettura e dello scrivere; il Campionato di giornalismo che sosteniamo da 18 anni; l’alternanza scuola-lavoro, il sostegno per l’acquisto di libri di testo; un progetto al sud sulla dispersione scolastica e tantissime iniziative con le scuole del territorio». —
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