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Il centrodestra modello Pistoia divide Capecchi e Baldi

Il centrodestra modello Pistoia divide Capecchi e Baldi

Federica Fratoni: la Regione vuol lavorare con i vivaisti per pratiche meno inquinanti e libere dal glifosato E arriveranno i fondi promessi

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In due ore circa di confronto i temi toccati dai sei capilista riuniti al Vannucci Nursery Campus dall’associazione Amo Pistoia sono stati numerosi. L’assessore uscente all’ambiente Federica Fratoni (Pd), stimolata sul vivaismo, ha ribadito che la Regione vuol collaborare con le aziende del distretto per arrivare a pratiche meno inquinanti e, in prospettiva, senza glifosato. Su questo fronte ha assicurato che i fondi promessi dalla Regione per sostenere le pratiche innovative arriveranno entro breve.

Alessandro Capecchi (FdI), da ex assessore della giunta Tomasi, ha sostenuto la bontà del centrodestra “modello Pistoia” anche in prospettiva regionale: un modello che si riassume in rifiuto degli estremismi, lavoro paziente di approfondimento dei temi, contatto con i cittadini.

Opposto il giudizio di Massimo Baldi di Italia viva, secondo il quale l’esperienza del primo governo di centrodestra a Pistoia è negativo. «Non foscamente negativo – ha aggiunto – ma serenamente negativo». Cioè non tanto in nome di inesistenti minacce fasciste ma per incapacità di governo.

E sempre parlando di governo, Massimo Boni (Forza Italia) ha ribadito la validità e la preparazione degli esponenti del suo partito per governare, contrapposti all’inconcludenza dei «politicanti». Luciana Bartolini (Lega) ha insistito sulla carenza di infrastrutture di cui soffre Pistoia anche a fini turistici. Simone Giovannini (5 Stelle) ha precisato che i pentastellati non solo contrari alle infrastrutture in modo pregiudiziale, ma solo al modo in cui certe vengono realizzate: ad esempio è da stigmatizzare lo scavo del tunnel ferroviario a Serravalle che ha danneggiato un cimitero. —

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