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«Mi è stato dimezzato il punteggio senza alcuna giustificazione»
Maria Chiara Gesualdo, docente con laurea in architettura e master, attacca: «Dal provveditorato non riesco ad avere risposte»
IL CASO
«Il mio punteggio è stato dimezzato, senza una giustificazione, e dal provveditorato non riesco ad avere alcuna risposta». Maria Chiara Gesualdo chiede soltanto che sia resa giustizia alla sua reale condizione professionale perché il punteggio che le è stato assegnato rischia di penalizzarla.
«Una riduzione che non ha alcun senso – precisa – e che ha subito anche mio fratello, che insegna da un anno. Io, invece, nel mondo della scuola ci sono da cinque anni: ho insegnato a Buggiano, Agliana e Pistoia. Ho sempre messo grande impegno e passione nell’insegnamento. Perché chi fa questo mestiere non lo fa certo per il guadagno, ma perché ama stare a contatto con i ragazzi».
«Ho delle competenze – aggiunge Gesualdo – una laurea in architettura e un master in ingegneria ambientale. Ho studiato per fare questo mestiere che, per me, è il più bello del mondo. Ma ingiustizie come queste non possono far altro che demoralizzare anche chi in questa professione crede davvero».
Ma Maria Chiara Gesualdo ha deciso di non starsene in disparte, ma di reagire. E, ieri mattina, era di fronte all’Ufficio scolastico provinciale di via Mabellini, a Pistoia, per manifestare il suo malcontento insieme a una cinquantina di colleghi.
«Siamo tutti nelle stesse condizioni – sottolinea la docente precaria – ma io sono senz’altro tra le più penalizzate. Non è legale, infatti, andare avanti nell’attribuzione di un posto che sarà assegnato sulla base di un punteggio sbagliato. Da qui deve partire una riflessione che coinvolga tutti quanti. Non possiamo accettare in silenzio quello che sta accadendo, dobbiamo reagire. E scendere in piazza e manifestare è l’unica possibilità che abbiamo».
Quello che precede l’inizio di un anno scolastico è, in genere, un periodo felice, pieno di aspirazioni e obiettivi da raggiungere. Ma, questa volta, resta l’amaro in bocca.
«Avrò un posto, certo – conclude Maria Chiara Gesualdo – ma mi presenterò a scuola con un biglietto da visita che non è il mio. Non è il frutto reale del mio lavoro e del mio studio. Mi auguro che, al più presto, vengano riviste le graduatorie. Altrimenti l’unica strada che resta è fare ricorso». .
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