Meteo
«Mai ricevuto indennizzi e costretti a pagare l’Imu»
Parla la figlia del proprietario del terreno di via dei Campisanti dove sono crollate le mura per la seconda volta in nove anni: «Serve una soluzione definitiva»
PISTOIA
Era già successo il 19 settembre 2011 ed è accaduto di nuovo, a distanza di nove anni, domenica scorsa: una porzione delle mura urbane di Pistoia – un tratto di circa trenta metri – è franato, abbattendosi sempre su quel terreno di via dei Campisanti di proprietà della famiglia Sanesi dove si verificò il primo crollo nel settembre 2011 (i materiali, da allora, non sono mai stati rimossi).
Paola Sanesi, figlia del proprietario del terreno, ormai da anni, sta seguendo la vicenda. E vorrebbe anche che, dopo quasi un decennio, se ne venisse a capo. Anche perché – secondo quanto spiegato dall’insegnante pistoiese – la questione si è arenata in lungaggini burocratiche che, di fatto, impediscono la conclusione della mediazione avviata con il Comune di Pistoia nel gennaio di quest’anno.
«All’inizio, quando ci fu il primo crollo, chiedemmo a Palazzo di Giano lo sgombero e la messa in sicurezza del terreno – racconta Sanesi – Nel 2017 abbiamo fatto causa al Comune perché la situazione non si risolveva. Nella primavera di quest’anno, poi, abbiamo raggiunto un punto d’incontro con l’amministrazione comunale per l’acquisto, da parte dell’ente, del terreno di proprietà della nostra famiglia. Un accordo non del tutto soddisfacente, a dire il vero. Ma, come segno di disponibilità, abbiamo accettato la bozza di mediazione che dovrà essere approvato dalle due commissioni comunali competenti e, infine, dal consiglio comunale».
Ma, ad oggi, questo passaggio fondamentale per la conclusione dell’accordo tra il Comune e la famiglia Sanesi non si è compiuto. E ora c’è la nuova caduta di una porzione di mura urbane. Che – spiega la professoressa Sanesi – rimette tutto in discussione.
«La chiusura dell’accordo non dipende da obiezioni e cavilli da parte mia – sottolinea – ma per lungaggini burocratiche che, ormai, si trascinano da troppo tempo senza una soluzione. E se, una volta per tutte, la questione non sarà risolta in maniera bonaria, saremo costretti a fare una richiesta danni. Non per fare del mero sciacallaggio perché lo ricordiamo: anche a suo tempo, nel 2011, non abbiamo ricevuto alcun indennizzo da parte del Comune. Ma, dall’altra parte, abbiamo continuato a pagare l’Imu, richiesta da Palazzo di Giano, per un terreno improduttivo su cui si erano riversate tonnellate di macerie».
Ora, ad aggiungere benzina sul fuoco, un nuovo crollo di un tratto delle mura che corrono lungo viale Arcadia.
«Questo crollo poteva essere evitato – conclude la professoressa Sanesi – bastava soltanto un po’di manutenzione ordinaria. Le mura urbane, negli anni, hanno continuato a indebolirsi, fino al cedimento di domenica scorsa. Bastava, in realtà, un intervento molto semplice di copertura e imbracatura delle pietre per evitare che cadessero al suolo. Niente, invece, è stato fatto in questi ultimi nove anni. Da tutte quante le amministrazioni comunali che si sono succedute, a prescindere dal loro colore politico».
«La mia speranza, adesso – conclude Sanesi – è che questa situazione possa risolversi, una volta per tutte. Altrimenti non ci mancano né la voglia, né il tempo né le risorse per trascinare il Comune in tribunale». –
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
