Il Tirreno

Pistoia

il funerale 

Ultimo saluto ad Arianna studentessa e volontaria scomparsa a 22 anni

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quarrata

«La più bella lezione di vita ce l’ha data lei. Non solo con le sue parole, ma per come ha affrontato la sua malattia, con un senso di gratitudine nei confronti dei familiari, degli amici, di Dio. Era una ragazza con una sensibilità, una profondità e un’intelligenza straordinarie Arianna. Maturate ulteriormente in questo ultimo anno di difficile prova in una prospettiva di preghiera sorprendente».

È stato don Diego Pancaldi, suo insegnante di religione durante il liceo e sua guida nella sua esperienza di volontaria alla Fondazione Maic, a ricordare, anche leggendo alcune delle lettere da lei ricevute, Arianna Candelli, la studentessa quarratina di 22 anni morta il giorno di Ferragosto all’ospedale di Firenze, dove era ricoverata a causa della leucemia che le era stata diagnosticata nel maggio dello scorso anno.

Nella chiesa di Valenzatico – la frazione in cui viveva insieme al babbo Fabrizio, alla mamma Lara e al fratello Riccardo – erano in tanti ieri: i suoi ex compagni di scuola, gli ex professori, gli amici della Fondazione Maic, i compagni di università, tutti lì per ricordarla, darle un ultimo saluto e accompagnarla nel suo ultimo viaggio.

E, insieme a loro, come detto, anche don Pancaldi, parroco della stessa Fondazione Maria assunta in cielo, di cui Arianna era volontaria, da quando, quattro anni fa, nel 2016, aveva prestato servizio durante la Giornata mondiale della gioventù, a Cracovia. Il sacerdote – che, come accennato, era stato suo insegnante al Liceo Forteguerri di Pistoia – ha letto in chiesa alcune delle lettere che Arianna – che studiava Archeologia all’Università di Firenze – gli aveva scritto negli ultimi anni. «Tra cui – spiega – una lettera ricevuta in occasione della Pasqua, nella quale emergeva la grande gioia del Signore risorto che in quel momento lei sperimentava: una lezione meravigliosa per tutti noi».

Parole, quelle di Arianna, testimonianza della profondità della sua fede e della sua sensibilità. Il sacerdote ricorda come lo scorso anno, prima di scoprire la sua malattia, fosse stata la prima ad iscriversi al pellegrinaggio organizzato dalla Maic in Terrasanta. «Le dissi – spiega don Pancaldi – che spiritualmente lei era laggiù con noi». —

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