Il Tirreno

Pistoia

PIAN DI NOVELLO

Montagna in lutto, muore a 59 anni pochi giorni dopo il padre

Carlo Bardini
Sulla sinistra, Fabrizio Sichi, in questa foto insieme all’amico Diego Petrucci, sindaco di Abetone Cutigliano
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Sulla sinistra, Fabrizio Sichi, in questa foto insieme all’amico Diego Petrucci, sindaco di Abetone Cutigliano

Fabrizio Sichi, ex allenatore di sci, era rimasto tetraplegico cadendo da un albero mentre svolgeva l’attività di taglialegna

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PIAN DI NOVELLO. Un maestro di vita lo definisce il sindaco di Abetone-Cutigliano Diego Petrucci. E nel suo paese, Pian di Novello, era l’amico di tutti. Fabrizio Sichi, 59 anni, se n’è andato ieri mattina all’ospedale di Firenze.

Allenatore di sci, direttore delle piste al Pulicchio, ma anche taglialegna. Un’attività, quest’ultima, che cinque anni fa lo vide vittima di un tragico incidente che lo aveva reso tetraplegico: cadde da un albero da un’altezza di 5 metri, atterrando di schiena, e da quel giorno iniziò la sua odissea. Un’odissea che però lo ha sempre visto combattivo e con il desiderio di reagire e di non mollare mai, e con lo sguardo verso il futuro.

Il destino ha voluto che Fabrizio Sichi vivesse anche un’ultima dura prova: pochi giorni fa era deceduto a 90 anni suo padre Luca, «una vera roccia», come lo ha definito l’altro figlio, Egiziano.

«Se ne è andato un leone – scrive il sindaco Diego Petrucci sul suo profilo facebook – Fabrizio da anni era inchiodato dentro un corpo immobile. Lui sciatore, boscaiolo, cavallerizzo, paracadutista, era prigioniero di quel corpo paralizzato. Eppure che forza, che coraggio, che spirito, che cuore grande che aveva. Mai un lamento, mai un rimpianto, sempre la mente rivolta al futuro, piena di vita e di speranza. Un maestro di vita, un esempio per chiunque nella sua drammatica malattia. Addio Fabri, che tu possa avere pace».

Fabrizio Sichi, in questi cinque anni difficili, non è mai stato lasciato solo. Gli abitanti del suo paese gli hanno spesso fatto visita a casa e sempre manifestato la loro solidarietà ed il loro affetto. Presenze che, sicuramente, confortavano Fabrizio. Le ultime sue battaglie sono state anche quelle relative alla sistemazione della Sp 20, perché era costretto a percorrerla su un mezzo sanitario per raggiungere tre volte alla settimana le strutture in cui faceva terapia.

«Fabrizio ed io – ricorda l’amico Gabriele Sichi – eravamo coetanei, entrambi del 1961. Abbiamo anche superato l’esame per la patente di guida insieme e ci facevamo sempre festa. Fabrizio era una persona buona, aperta ed anche brillante. Proprio per il motivo della nostra stessa età, quando ci incontravamo, ci scambiavamo il saluto in un e nostro codice, “Ciao Classe”. Ed è proprio con queste parole che ho voluto dedicargli il mio ultimo pensiero su facebook».

Quello stesso social su cui, una volta appresa la notizia della morte di Fabrizio, in tantissimi sono stati presenti a testimoniargli il loro affetto ed il dolore per questa scomparsa.

«Fabrizio lo conoscevo molto bene – aggiunge Giampiero Danti, referente della Società Abetone Funivie – perché era legato al mondo dello sci proprio per la sua professione di allenatore. Anni fa è stato anche direttore delle piste del Pulicchio ed aveva la direzione sportiva. Era un vero appassionato di questo sport e se devo ricordarlo come persona posso dire che era sempre sorridente, scherzoso e un grande amico».

Fabrizio Sichi, oltre al fratello Egiziano, anche lui maestro di sci, lascia il figlio Niccolò. La cerimonia funebre sarà celebrata questo pomeriggio alle 16 nella piccola chiesa di Pian degli Ontani. –

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