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Quella «mattinata tremendissima» quando venne ucciso Ugo Schiano
L’immagine del funerale dell’operaio è la foto che Il Tirreno regalerà ai suoi lettori in edicola giovedì 13 agosto
PISTOIA.
Natalino Lucarelli è morto il 13 luglio, giusto un mese fa. Aveva 97 anni ed era uno degli ultimi testimoni oculari della “Marcia della fame” del 16 ottobre 1948, quella in cui trovò la morte Ugo Schiano, operaio venticinquenne della San Giorgio, ucciso dagli agenti di polizia che spararono, in quell’occasione, sulla folla di manifestanti inermi. Schiano fu ucciso, altre sei persone rimasero ferite. E una di queste era proprio Lucarelli. Fu lui a definire quella del 16 ottobre «Una mattinata tremendissima».
Cos’era successo? Che in montagna, la Smi di Campo Tizzoro aveva annunciato l’intenzione di licenziare 500 operai. Naturalmente dopo l’annuncio si accese un durissimo confronto tra azienda e sindacati, che arrivò fino ai massimi livelli nazionali.
Ma i risultati non erano quelli attesi. Così il 16 ottobre i lavoratori della Smi, al colmo dell’esasperazione – come ricorda Stefano Bartolini nelle sue numerose opere di ricostruzione di quei giorni – organizzarono una manifestazione a Pistoia: l’ennesima “Marcia della Fame”, come tante ce n’erano state nei mesi e negli anni precedenti.
Dalla montagna scesero in 1.200 persone circa. In città si unirono ai 2.000 della San Giorgio, in sciopero di solidarietà. Una manifestazione imponente, che si diresse verso piazza San Leone, sede della Prefettura.
Lì, però, ad attenderli c’era un forte spiegamento di polizia. Parte un candelotto, la folla urla, gli agenti caricano il corteo, si sentono esplodere colpi d’arma da fuoco. Un proiettile uccide Ugo Schiano.
Grandissima l’impressione e il cordoglio che furono destati da quell’episodio, non solo a Pistoia. Due giorni dopo, il 18 ottobre, al funerale di Ugo Schiano parteciparono migliaia di persone. La camera ardente era allestita nella sede della Cgil, all’epoca in via Bozzi. Ed è proprio il funerale di Ugo Schiano l’episodio documentato nella terza foto che i lettori del Tirreno riceveranno in regalo, giovedì 13 agosto con il loro quotidiano. Si vede la bara avanzare tra due file di bandiere abbrunate.
Uno di quei giorni che meritano di rimanere incisi nella memoria, di chi c’era e di chi non c’era.
E proprio questo è il senso dell’iniziativa che in questi giorni Il Tirreno ha deciso di avviare per i propri lettori: coltivare la memoria, i ricordi delle nostre comunità. Nel caso di Pistoia, attraverso le foto delle lotte per il lavoro e i diritti nel dopoguerra, grazie all’aiuto e alla collaborazione della Fondazione Valore Lavoro, che ha fornito le immagini e i testi di accompagnamento. In totale 16 foto, in distribuzione gratuita dal martedì al venerdì, insieme al quotidiano.
Perché è anche di quegli episodi che è fatta la nostra identità di oggi. —
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