Il Tirreno

Pistoia

le lotte per il lavoro

Taffini: quello era un sindacato generale, oggi invece il lavoro è frammentato

Fabio Calamati
La manifestazione di cui parla Giorgio Taffini nell'intervista
◗
La manifestazione di cui parla Giorgio Taffini nell'intervista

L’ex segretario provinciale della Cgil commenta le sedici foto che dall’11 agosto il Tirreno regalerà ai suoi lettori

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. «Queste foto sono una macchina del tempo, mi hanno fatto rivivere storie ed episodi di una vita intera». Giorgio Taffini, 67 anni, oggi fa il pensionato e il volontario, alla guida della Croce Rossa di Pistoia. Ma dal 1992 al 1993 fu alla guida della Camera del lavoro di Pistoia e prima ancora, per buona parte degli anni ’90, funzionario del sindacato.

Gli abbiamo mostrato in anteprima le sedici foto che “Il Tirreno” regalerà ai suoi lettori pistoiesi dall’11 agosto. Istantanee che documentano “Le lotte per il lavoro” dal dopoguerra ai primi anni Ottanta, un caleidoscopio di immagini tratto dall’enorme archivio storico della Fondazione Valore Lavoro di Pistoia.

Sedici foto, ma l’attenzione di Taffini, dopo un po’ si sofferma su una in particolar modo: sulla quattordicesima della serie, che ritrae la testa di un corteo in via Curtatone e Montanara, il 15 novembre del 1977. “Lega dei giovani disoccupati di Pistoia in lotta per il lavoro” recita lo striscione. «E quello che lo sostiene, nel mezzo, quello è un giovanissimo Walter Bartolini (da segretario provinciale della Fiom, sarà tra i promotori delle denunce contro i dirigenti Breda per i morti da amianto, ndr). Dall’altra parte, invece, c’è Pellegrino Tozza, primo segretario del sindacato poliziotti».

Inevitabile lasciarsi andare ai ricordi, davanti a queste foto...

«Ce ne sono molte del Primo Maggio. Era un appuntamento che in Camera del lavoro preparavamo per settimane. Nel salone realizzavamo il cartello più grande unendo insieme due pannelli, poi per muovere tutto insieme il cartello, usavamo due carrelli del supermercato. Erano giorno frenetici, chi faceva l’elettricista, chi il carpentiere. Si passavano serate a prepararci».

Quello di allora era un sindacato capace di farsi carico dei diritti di tutti i lavoratori?

«Certo, allora c’era l’idea di un sindacato generale, confederale, dove accanto agli operai si aveva attenzione a nuovi diritti, come quelli delle donne, e a nuovi soggetti, come i poliziotti»

Oggi non è più così?

Oggi è tutto molto più frammentato. Oggi le nuove frontiere dei diritti passano dai campi dove gli immigrati raccolgono pomodori agli impiegati dei call center. C’è una atomizzazione del lavoro e del lavoratore, che si trova isolato, senza più tutele.

In realtà di provincia come Pistoia questa realtà si presenta in forme meno dure?

Al contrario, è ancora peggio che nel centro illuminato. Oggi la condizione di tanti lavoratori è di solitudine. L’emergenza Covid e la diffusione del lavoro da remoto lo hanno fatto venire a galla.

Guardare queste foto può essere utile per stimolare una maggiore attenzione ai diritti dei lavoratori?

Queste foto di per sé sono icone, possono anche solo risvegliare dei ricordi. Ma possono diventare importanti, come delle boe fosforescenti, se si approfondiscono le vicende che ci sono dietro, se ci si sforza di conoscere come si è arrivati a quello che si vede. In questo senso l’iniziativa del “Tirreno” è utile, perché può sollecitare la voglia di saperne di più. —


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web