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l'iniziativa

Lotte operaie a Pistoia: ecco 16 maxi foto in regalo con Il Tirreno

Una manifestazione operaia nei primi anni Quaranta con cartelli che chiedono "pane e lavoro"
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Una manifestazione operaia nei primi anni Quaranta con cartelli che chiedono "pane e lavoro"

Sedici grandi foto storiche in regalo col Tirreno dall'11 agosto e che raccontano le lotte operaie a Pistoia

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PISTOIA. Dal’11 agosto (ogni martedì, mercoledì, giovedì e venerdì) Il Tirreno pubblicherà delle tavole fotografiche in edizione elegante, di quelle da collezionare e incorniciare, rinnovando una felice tradizione dei giornali locali che hanno a più riprese, e da diversi punti di vista, raccontato la storia della nostra provincia e della nostra comunità attraverso le immagini.

Questa volta è stato scelto di raccontarla dal punto di vista del lavoro, dei lavoratori e delle lavoratrici, con il loro impegno per la costruzione della democrazia italiana e dell’emancipazione morale e materiale dei ceti popolari nel corso della nostra storia repubblicana, a partire dagli anni difficili che seguirono la fine della seconda guerra mondiale.

Abbiamo aderito con piacere alla richiesta di collaborazione del giornale, fornendo il materiale conservato nell’Archivio storico della Camera del Lavoro Cgil di Pistoia, dove è conservato un copioso fondo fotografico di circa 6.000 stampe – attualmente in fase di digitalizzazione e schedatura grazie ad un contributo del Ministero per i Beni e le attività culturali – gestito dalla Fondazione Valore Lavoro, la Onlus che abbiamo promosso nel 2011 proprio per conservare e promuovere la memoria storica del lavoro e del movimento dei lavoratori del pistoiese.

Le 16 fotografie che saranno distribuite in allegato al giornale ne costituiscono una selezione capace di evocare i passaggi cruciali della nostra storia sociale come comunità, dagli anni ’40 fino agli anni ’80 del secolo scorso. Un periodo denso di trasformazioni e progressi, a cui poi è seguita una lunga fase di incertezza per il nostro Paese, che oggi si rinnova in conseguenza della crisi pandemica di portata planetaria che ci fa guardare al futuro con preoccupazione proprio per quanto attiene il lavoro.

Avevamo scelto le foto in collaborazione con il giornale prima dell’esplodere dell’epidemia nel mondo e in Italia, con il conseguente lungo periodo di quarantena che abbiamo vissuto. Ci siamo chiesti quindi se quella selezione avesse ancora una sua ragion d’essere in questo nuovo e inaspettato presente. Abbiamo riguardato il racconto fotografico che avevamo predisposto e abbiamo scelto di lasciarlo immutato, nella convinzione che sia ancora capace di parlare al nostro quotidiano.

É una storia che parte dagli anni del dopoguerra, anni duri di privazioni e di lotte, a cui segue il periodo della ricostruzione, fortemente richiesta e voluta dai lavoratori e dalle lavoratrici, e poi il cosiddetto Miracolo economico, quando l’Italia farà il grande balzo in avanti che cambierà, nel bene e nel male, il suo volto da società agricola a società dapprima industriale e poi, progressivamente, sempre più terziarizzata a partire dagli anni ’70. Sono anni in cui si afferma un’emancipazione forte dei ceti popolari, rimasti fino ad allora ai margini della vita pubblica ed economica, e in cui si affermano importanti diritti, a partire dallo Statuto dei diritti dei lavoratori del 1970 passando poi per l’aborto e il divorzio, le lotte per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, insieme alla costruzione di strutture che hanno mostrato ancora oggi la loro importanza strategica irrinunciabile come il Servizio Sanitario Nazionale istituito nel 1978.

Le fotografie ce li racconteranno a partire dallo slogan “Pane e Lavoro” degli anni ’40, dalla solidarietà con gli operai e le operaie della Smi di Campo Tizzoro, dai funerali di Ugo Schiano, operaio della San Giorgio ucciso nel 1948 a Pistoia mentre scioperava in segno di solidarietà con la popolazione della montagna scesa nel capoluogo con quella che è rimasta nella memoria come “la Marcia della fame. E poi il movimento dei partigiani della pace, le lotte dei mezzadri per la riforma agraria e del patto colonico, l’affermarsi del 1° maggio come data del nostro calendario civile, la reazione dei pistoiesi alla conquista dello spazio fino all’esplodere del grande movimento di studenti e operai nel biennio 1968-69, le lotte all’Ital-Bed, i consigli di fabbrica, il protagonismo delle donne, il ritorno sulla scena dei comitati dei disoccupati a fine anni ’70, questa volta costruiti dai giovani che iniziano a subire gli effetti delle ristrutturazioni del ciclo produttivo avviate in quegli anni. La selezione si chiude qui, significativamente con una foto del 1983 dominata dalla parola “Lavoro”, e che rappresenta una delle marce per l’occupazione che da quegli anni sono tornate di attualità accompagnandoci fino ad oggi, in una storia che rimane aperta. È dunque il racconto di un passato non lineare, dove i progressi sono sempre messi a rischio da nuove crisi e nuove sfide, come quella che ci troviamo ad affrontare oggi, che restituisce tutta la sua drammatica attualità al termine “Ricostruzione”, una parola che credevamo appartenere al passato ma che ci si pone di nuovo all’ordine del giorno oggi, per far si che la ricostruzione che si appresta ad affrontare il nostro Paese veda il lavoro al centro.

Daniele Gioffredi

Seg. gen. provinciale Cgil Pistoia


Silvia Biagini

Presidente Fondazione Valore Lavoro


 

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