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Il nuovo reparto cure intermedie Così rinasce il vecchio Ceppo
Nel padiglione “Cassa di Risparmio” inaugurati i 72 posti per chi viene dimesso ma ha ancora bisogno di assistenza
PISTOIA
La vita del Ceppo era rimasta “congelata” al 2013, quando il vecchio ospedale di Pistoia fu dismesso. Ma ora è cominciata, per lui, una nuova fase che va di pari passo con l’inaugurazione di ieri dei nuovi 72 posti di cure intermedie, al terzo e quarto piano del padiglione “Cassa di Risparmio” , con ingresso da piazza Giovanni XXIII. 36 posti letto per piano (suddivisi in quattro moduli) – e un investimento di 350mila euro per il recupero di una superficie di circa 3mila metri quadri – in risposta alla nuova delibera regionale che ha stabilito l’integrazione delle cure ospedaliere: in questo modo, infatti, i pazienti, una volta dimessi dall’ospedale principale (a Pistoia, il San Jacopo), potranno proseguire il ricovero in strutture sanitarie territoriali attrezzate per livelli di assistenza meno intensi. Il nuovo reparto di cure intermedie al Ceppo potrà essere utilizzato anche qualora si verificasse una nuova emergenza sanitaria legata al Covid: in quel caso la struttura potrà essere destinata alla dimissione dei pazienti positivi, ma ormai in fase post acuta.
«In tutta la Toscana, sono 1.500 i posti letto in più destinati alle cure intermedie – ha commentato il Governatore della Toscana, Enrico Rossi, accompagnato dall’assessore regionale alla salute, Stefania Saccardi, e dal presidente del consiglio regionale Eugenio Giani – avremmo voluto farlo prima, ma il blocco delle assunzioni, per le quali potevamo spendere l’1,4% in meno di quanto speso nel 2004, ce lo ha impedito. Ma venuto meno il blocco, abbiamo potuto procedere ad assumere circa 1.600 medici e anche 400 medici: è soprattutto grazie a loro se, ora, possiamo fornire questo ulteriore, fondamentale servizio».
E i lavori per il nuovo reparto di cure intermedie all’ex ospedale del Ceppo – dalla manutenzione ordinaria fino alle opere di ripristino – sono stati portati a termine in soli due mesi. «La pandemia ha accelerato un modello che viene da lontano, il legame tra ospedale e territorio – ha aggiunto Paolo Morello Marchese, direttore generale dell’Asl Toscana Centro – e già a partire dal mese di settembre questa struttura entrerà a pieno regime».
Soddisfatto anche il sindaco, Alessandro Tomasi. «Ho seguito le vicende del Ceppo da consigliere comunale e, poi, ho avuto l’onore di farlo da primo cittadino. Per questo, grazie al nuovo accordo di programma con Asl e Regione, abbiamo recuperato il Ceppo, destinandolo ai servizi sanitari. E il prossimo passo sarà quello del trasferimento del punto prelievo (quello che si trova in via del Ceppo, nda). D’altronde, l’abbiamo sempre sostenuto: là dove c’era l’ospedale, volevamo sorgesse la Casa della salute».
Il nuovo punto prelievo, che aprirà a breve, si trova al piano terra dell’edificio e occupa una superficie di 600 metri quadri per un investimento di 500mila euro. Qui, sono state realizzate la sala d’attesa per l’accettazione e quella per accedere al prelievo, un’area dedicata alla reception e cinque ambulatori. «Il Ceppo – ha concluso la vicesindaco e presidente della Società della salute di Pistoia, Anna Maria Celesti – diventa così un punto di riferimento per la continuità assistenziale e, al tempo stesso, riprende la sua funzione di presidio territoriale. Entro fine anno, inaugureremo la parte centrale del padiglione e concentreremo qui gran parte dei servizi sanitari: dalla guardia medica, al punto di primo soccorso in accordo con l’Ordine dei medici, l’infermieristica del territorio e il percorso donna nella sua interezza. Solo se guardiamo oltre gli steccati della politica, potremo raggiungere questi obiettivi fondamentali per la città». –
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