Il presidio
Il gruppo Nesti consolida il nuovo impero I piani per Principe di Piemonte e Maitò
L’hotel sarà più aperto alla città con incontri e spazi dedicati agli artisti, nuova guida per il bagno di Forte dei Marmi
viareggio
I bagni-ristoranti Maitò e Orsa Maggiore e l’hotel Giada a Forte dei Marmi, il colosso immobiliare viareggino Finedil. E ora l’hotel Principe di Piemonte, il più importante della città. Nel giro di un anno il gruppo Nesti, ex re delle scommesse on line con partenza dalla provincia pistoiese che è quasi Prato (Comune di Montale), ha costruito un piccolo impero in Versilia. I soliti bene informati assicurano che la campagna acquisti è terminata, nonostante voci – tutte smentite – che descrivono i Nesti interessati ad allargarsi ancora. Guardando appena fuori dal Principe di Piemonte: vedi l’ex hotel Excelsior e il centro congressi con bagno del Principino. La possibile vendita di quest’ultimo è esclusa anche dal patron Roberto Brunetti, che è originario di Agliana: sempre Pistoia, al confine con Prato. Zone da cui provengono anche i proprietari dell’Excelsior, di cui è saltata la cessione ai russi. Un Risiko tutto sulla Firenze-mare.
Ora sembra arrivato il momento di consolidarsi per la famiglia Nesti e il loro gruppo Gb, capeggiato dalla holding italo-austriaca Gb Invest. Che da poche settimane controlla, tramite la società Savogno Investments presieduta da Stefano Filucchi, il 100% del Principe di Piemonte, dopo essere entrata col 50% nel novembre scorso grazie alla presa di Finedil. Di recente la Gb Invest ha fatto suo il restante 50% acquistandolo dai vecchi soci, la Sammontana della famiglia Bagnoli e il gruppo Maestrelli, attivo nel settore alberghiero con Villa Roma Imperiale a Forte e il Minerva a Firenze. Adesso la proprietà è unica e il progetto che ne deriva sembra semplice e chiaro: rendere il Principe di Piemonte un gioiello ancora più lussuoso, su una corona un po’ sbiadita che è la città che lo ospita da una vita.
L’investimento nell’albergo, per cui è già stato speso un milione e mezzo di euro, non sarà clamoroso, ma ci sarà. Il Principe, si dice, è bello così com’è e ha solo bisogno di essere curato e trattato in maniera adeguata. La questione delle stelle – cinque tutto l’anno o solo in estate? – non è ancora chiara. Di sicuro si punta su Giuseppe Mancino, chef bistellato del ristorante Piccolo Principe che ha reso questo angolo di Viareggio una culla della ristorazione gourmet. Ma soprattutto l’idea è quella di aprire il Principe alla città. Dovrà essere un punto di riferimento per i viareggini, ospitando sempre più incontri di club e associazioni. Ma dovrà accogliere anche nomi noti a livello nazionale: a breve si presenterà il calendario di appuntamenti con personaggi della politica e dell’imprenditoria. E poi ci sarà uno spazio dedicato all’arte: già oggi all’interno del Principe di Piemonte si trovano opere di scultori. Per quanto riguarda la clientela, l’obiettivo è aumentare il tasso di occupazione delle camere (oggi al 60-70% nel fine settimana) in agosto e poi lanciarsi verso un autunno-inverno in cui l’hotel dovrà comunque girare a buon ritmo. Perché il Principe di Piemonte deve camminare con le sue gambe, leggi il giro d’affari.
Le grandi manovre del gruppo Nesti riguardano anche le altre proprietà. Sull’hotel Giada sono in corso i lavori per renderlo una struttura esclusiva. La novità principale è sul Maitò, dove il designer fortemarmino Tiziano Nardini non è più l’amministratore unico. Un cambio alla guida che ha visto la nomina di un consiglio di amministrazione presieduto da Stefano Filucchi, vicepresidente del Cagliari e uomo di fiducia del gruppo Gb per quanto riguarda gli investimenti in Versilia e non solo. Il Maitò, che l’estate scorsa fece rumore per i cammelli portati in spiaggia, dovrà proseguire per la strada intrapresa che viene già ritenuta soddisfacente dalla proprietà. —
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