Il Tirreno

Pistoia

Tardelli: dopo l’epidemia Covid c’è da ripensare il nostro mondo

Fabio calamati
Tardelli: dopo l’epidemia Covid c’è da ripensare il nostro mondo

Nell’omelia del vescovo per San Jacopo la presentazione della nuova lettera pastorale per il 2020-21

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PISTOIA

Cosa lascerà dietro di sé l’epidemia del Covid? Ne sapremo trarre un insegnamento per il futuro? È intorno a questo interrogativo che è ruotata tutta l’omelia del vescovo Fausto Tardelli durante la celebrazione solenne per San Jacopo. Cattedrale assai meno gremita del solito, ovviamente per le severe misure di distanziamento imposte ai presenti. In prima fila le autorità cittadine, dal prefetto al sindaco, che ha poi assolto al tradizionale compito di accendere la luce votiva sotto alla reliquia di San Jacopo. Accanto, i grandi ceri portati in omaggio al patrono dai rioni cittadini.

Alla fine della “processione dei ceri”, mezz’ora prima, era stato lo stesso Tardelli ad accogliere il corteggio storico alla porta della cattedrale. Il vescovo, debitamente munito di mascherina, si è rivolto al sindaco e alle altre autorità cittadine, anch’esse mascherate.

Insomma, anche visivamente la festa di San Jacopo di ieri non poteva essere “normale”. E monsignor Tardelli l’ha evocata fin dall’inizio dell’omelia, rammaricandosi per l’impossibilità di dedicare al patrono i consueti festeggiamenti e apprezzando il grande lavoro fatto dalle autorità pubbliche per contenere l’epidemia.

Ma ora è tempo di pensare al futuro della città, ha detto il vescovo. Guai se lo facessimo con atteggiamenti di egoismo, autosufficenza, invidia, ipocrisia. Serve invece l’atteggiamento descritto nel Vangelo di Matteo, (dice Gesù: «Chi vuol diventare grande sia vostro servitore»). Allora anche un momento difficile come questo potrà risultare utile.

Monsignor Tardelli ha annunciato che proprio ieri è stata avviata ladistribuzione alle comunità della Diocesi della sua nuova lettera pastorale dedicata all’annata 2020-2021. Una lettera segnata da tre verbi: pregare, ripensare, continuare ad amare. Ma caratterizzata innanzitutto da un forte riferimento a San Jacopo: il 2021 sarà infatti Anno santo jacobeo e il 9 gennaio anche a Pistoia sarà aperta la Porta santa per i pellegrini in cerca di indulgenza plenaria per i propri peccati.

Pregare, quindi, perché «da soli non ce la facciamo» e abbiamo sempre bisogno della parola di Gesù. Ma poi “ripensare”, ovviamente al Covid 19, a quello che l’epidemia ci ha fatto riscoprire, a quello che ci ha insegnato. Riferimenti non semplicemente emotivi: monsignor Tardelli ha sottolineato come la pandemia abbia messo in risalto i rischi enormi che corre l’ambiente e gli squilibri nello sviluppo del nostro mondo.

Infine, terzo verbo, “continuare ad amare”, come si è fatto spontaneamente al momento dell’esplosione della pandemia. «Oggi c’è da continuare ad accogliere, sia i migranti sia le famiglie della porta accanto, messe in ginocchio dall’epidemia per la mancanza di lavoro».

Il vescovo ha concluso con una richiesta di intercessione a San Jacopo «per la nostra città, perché sia sempre bella grazie alla sua laboriosità e alla sua solidarietà». —





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