Presi in pieno lockdown con mezzo chilo di droga nell’auto: tre condannati
quarrata
In pieno lockdown, erano impegnati nei controlli sul rispetto delle regole per il contenimento dell’epidemia, quandosi sono visti passare davanti una Bmw con all’interno tre giovani. E hanno immediatamente avvertito via radio i colleghi appostati poco più oltre lungo la Statale, che, paletta alla mano, hanno bloccato l’auto. Il conducente, una volta che uno dei carabinieri della pattuglia è arrivato all’altezza del finestrino, ha dato gas, cercando di darsi alla fuga, con aggrappato alla portiera il militare, che, con un colpo della paletta di servizio ha poi mandato in frantumi il lunotto di servizio. Un diversivo che ha consentito ai carabinieri dell’altra pattuglia di accorrere sul posto e di bloccare la Bmw mettendosi davanti di traverso.
Era il pomeriggio del 30 marzo scorso. Quando hanno aperto le portiere dell’auto i carabinieri hanno capito subito dall’odore il perché di quel comportamento: sul sedile posteriore c’era una busta con dentro oltre 520 grammi di infiorescenze di marijuana. Lo scorso giovedì mattina, i tre giovani sono stati processati e condannato con il rito abbreviato dal gup del tribunale di Pistoia 2 anni e 6 mesi per Ahmed Najim, 25 anni, marocchino residente a Quarrata, con alle spalle precedenti specifici; un anno e 8 mesi ciascuno per Alessio Ballarò, 22 anni, residente ad Agliana, che era al volante della Bmw, e Francesco Deiana, 35 anni, anche lui di Agliana, che era seduto al suo fianco.
I tre erano stati fermati lungo la Statale fiorentina, a Catena di Quarrata, dove le pattuglie dei carabinieri era appostate per controllare gli spostamenti fra la provincia di Prato e quella di Pistoia, in quel momento pressoché vietati. Come detto, visti passare da una pattuglia di carabinieri in borghese, i tre giovani, che arrivavano da Carmignano, sono stati fermati più giù, da una seconda pattuglia, in divisa, che si trovava all’angolo con via Molin Nuovo.
Dopo il tentativo di fuga, il ritrovamento del mezzo chilo di droga nell’auto e l’arresto, erano scattate anche le perquisizioni domiciliari. A casa del Ballarò, i carabinieri erano stato accolti in malo modo dal padre del giovane, che aveva aizzato loro contro il suo rottweiler ed era stato arrestato a sua volta. —
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