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sicurezza idraulica 

Lavori per rinforzare gli argini di Acqualunga

Tommaso Artioli
Lavori per rinforzare gli argini di Acqualunga

L’intervento al confine tra Agliana e Pistoia viene realizzato  utilizzando tecniche avanzate di ingegneria naturalistica

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AGLIANA

«Un intervento di chirurgia idraulica, realizzato con tecniche di ingegneria naturalistica». Descrive così, il responsabile del Genio civile Valdarno Centrale, Marco Masi, i lavori di rafforzamento degli argini in corso lungo il fosso Acqualunga, nell'area al confine tra Agliana e Pistoia. L'opera, svolta in amministrazione diretta dal Consorzio di bonifica 3 in accordo con il Genio Civile e divisa un due fasi (per un valore stimato di circa 100mila euro), riguarda la messa in sicurezza del corso d'acqua: nel tratto interessato dai lavori sono stati rimossi i teloni presenti da circa 10 anni ed è in corso di realizzazione una palizzata in castagno a sostegno degli argini. «Siamo di fronte – sottolinea il presidente del Consorzio di bonifica 3 Medio Valdarno, Marco Bottino - a un intervento di particolare pregio naturalistico, che denota l'attenzione che il Consorzio e la Regione riservano a questo territorio».

«Con questo intervento – ricorda l'assessore regionale all'ambiente e alla difesa del suolo, Federica Fratoni – arriviamo alla fine dei 5 anni di mandato con opere di messa in sicurezza del territorio realizzate per oltre 30 milioni di euro».

Se i lavori in corso sul fosso Acqualunga si concluderanno a breve, sono già terminati quelli che hanno riguardato l'Ombrone a Ponte alla Pergola. In questo secondo caso sono state ripristinate oltre un chilometro di murature interne ed esterne all'argine. L'intervento, iniziato a marzo e proseguito durante il periodo di lockdown, è stato concepito sia per garantire la sicurezza e la stabilità arginale, che per valorizzare il recupero ambientale, paesaggistico e storico dell'area. Lungo le pareti in muratura che sono state ripristinate, sono state infatti rivenute delle date incise sulle vecchie stuccature: MDCCX (1810) e 1893, ritenute, rispettivamente, la presunta data di realizzazione del muro e di una rampa di accesso all'alveo del torrente Ombrone. Si tratta di un'opera del valore di 2 milioni di euro, finanziati dalla Regione.

«Progetti come questo - osserva il presidente del Consorzio, Bottino - salvaguardano il valore storico dei luoghi e delle opere: mentre in tutta Italia i muri crollano, noi riserviamo attenzione alla manutenzione e al valore ambientale».

«La manutenzione degli argini dell'Ombrone - conclude l'assessore Fratoni - ha una funzione polivalente: garantisce la sicurezza idraulica e consente la fruibilità da parte dei cittadini». —

Tommaso Artioli

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