Lavori per rinforzare gli argini di Acqualunga
L’intervento al confine tra Agliana e Pistoia viene realizzato utilizzando tecniche avanzate di ingegneria naturalistica
AGLIANA
«Un intervento di chirurgia idraulica, realizzato con tecniche di ingegneria naturalistica». Descrive così, il responsabile del Genio civile Valdarno Centrale, Marco Masi, i lavori di rafforzamento degli argini in corso lungo il fosso Acqualunga, nell'area al confine tra Agliana e Pistoia. L'opera, svolta in amministrazione diretta dal Consorzio di bonifica 3 in accordo con il Genio Civile e divisa un due fasi (per un valore stimato di circa 100mila euro), riguarda la messa in sicurezza del corso d'acqua: nel tratto interessato dai lavori sono stati rimossi i teloni presenti da circa 10 anni ed è in corso di realizzazione una palizzata in castagno a sostegno degli argini. «Siamo di fronte – sottolinea il presidente del Consorzio di bonifica 3 Medio Valdarno, Marco Bottino - a un intervento di particolare pregio naturalistico, che denota l'attenzione che il Consorzio e la Regione riservano a questo territorio».
«Con questo intervento – ricorda l'assessore regionale all'ambiente e alla difesa del suolo, Federica Fratoni – arriviamo alla fine dei 5 anni di mandato con opere di messa in sicurezza del territorio realizzate per oltre 30 milioni di euro».
Se i lavori in corso sul fosso Acqualunga si concluderanno a breve, sono già terminati quelli che hanno riguardato l'Ombrone a Ponte alla Pergola. In questo secondo caso sono state ripristinate oltre un chilometro di murature interne ed esterne all'argine. L'intervento, iniziato a marzo e proseguito durante il periodo di lockdown, è stato concepito sia per garantire la sicurezza e la stabilità arginale, che per valorizzare il recupero ambientale, paesaggistico e storico dell'area. Lungo le pareti in muratura che sono state ripristinate, sono state infatti rivenute delle date incise sulle vecchie stuccature: MDCCX (1810) e 1893, ritenute, rispettivamente, la presunta data di realizzazione del muro e di una rampa di accesso all'alveo del torrente Ombrone. Si tratta di un'opera del valore di 2 milioni di euro, finanziati dalla Regione.
«Progetti come questo - osserva il presidente del Consorzio, Bottino - salvaguardano il valore storico dei luoghi e delle opere: mentre in tutta Italia i muri crollano, noi riserviamo attenzione alla manutenzione e al valore ambientale».
«La manutenzione degli argini dell'Ombrone - conclude l'assessore Fratoni - ha una funzione polivalente: garantisce la sicurezza idraulica e consente la fruibilità da parte dei cittadini». —
Tommaso Artioli
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
