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I docenti dell’istituto Capitini: «Rimettiamo la scuola al centro»
Lettera aperta al mondo della politica, dai vertici nazionali a quelli locali «No agli accorpamenti delle classi, no alla didattica a distanza»
la protesta
«Con questa lettera affermiamo con convinzione la priorità del ruolo della scuola per costruire il futuro del nostro Paese, perché un Paese che non investe nella scuola è senza futuro».
Comincia così la lunga lettera che un nutrito gruppo di insegnanti dell’istituto tecnico Capitini di Agliana ha inviato a tutte le istituzioni, partendo dal presidente della Repubblica Mattarella, passando per il ministro Azzolina e terminando con i sindaci di Agliana e Pistoia e con il presidente della Provincia.
«Quotidianamente – si legge – ascoltiamo da parte degli organi di governo dichiarazioni ad effetto in merito a distanziamento, sicurezza, investimenti, assunzione di personale, ma nei fatti ci ritroviamo ad oggi con classi accorpate fino a 29 alunni, mancanza di personale docente e aule non adeguate. Per citare un esempio, nel nostro istituto, l’Itse Aldo Capitini di Agliana, abbiamo prime, terze e quarte di 28/29 alunni e due future quarte accorpate, nonostante le indicazioni del Comitato tecnico scientifico e i proclami politici».
La lettera tocca poi gli annosi problemi del precariato degli insegnanti e delle carenze dell’edilizia scolastica, anche in provincia di Pistoia. Ribadisce che la “didattica a distanza” è stata utile nei mesi più duri dell’emergenza Covid ma non può certo sostituire la didattica in presenza. Ma la realtà è che «ad oggi non ci sono fondi significativi e certi da destinarsi alla gestione del rientro a scuola a settembre, l’unica certezza sono gli accorpamenti di classi che impoveriscono la didattica, la relazione tra ragazzi e tra ragazzi ed insegnanti, andando nella direzione opposta rispetto alle indicazioni anti-Covid che individuano nel distanziamento sociale un’arma fondamentale».
«Riteniamo – conclude la lettera – che le linee guida del governo abbiano risposto tardivamente e solo parzialmente a problemi noti, anche perché molti di questi sono strutturali e si trascinano da decenni. Chiediamo pertanto che il governo intervenga in modo chiaro, preciso e dettagliato, evitando di demandare la responsabilità ai soli Dirigenti scolastici, in nome del diritto all’ istruzione che deve essere uguale per tutti». —
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