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Gli scout recuperano l’orto di don Butelli
Positiva conclusione di tre anni di lavoro al “Tempio” Decisivo il contributo della Fondazione Cassa di risparmio
PISTOIA
È tornato a vivere il vecchio orto di don Siro Butelli, che la mamma del sacerdote era solita curare direttamente. Il merito è del gruppo scout Agesci Pistoia 1, che svolge la propria attività educativa proprio nei locali del “Tempio” in via San Pietro, esattamente nei luoghi dove don Siro svolgeva le sue attività caritative e di accoglienza.
Il gruppo ha avuto la sua sede per diverso tempo nei locali della parrocchia di Sant’Andrea, poi, nel 2014, a seguito di un nuovo progetto di recupero dei locali del Tempio, si è trasferito nel luogo che per molti anni è stato punto di riferimento per la gioventù pistoiese.
«Ricordiamo quel fermento giovanile che ruotava intorno alla figura di Don Siro Butelli – si legge in una nota stampa – sulle cui orme il gruppo si è mosso e continua a muoversi. Dopo il nostro insediamento era rimasta una parte abbandonata e degna di un migliore utilizzo, la parte del vecchio orto curato dalla mamma di don Siro Butelli. In questi ultimi tre anni abbiamo avuto modo di ottenere il terreno in comodato dall’ente patronato del Tempio ed abbiamo iniziato i lavori di bonifica».
Il gruppo scout sottolinea che, dopo un duro lavoro di tre anni «siamo riusciti a recuperare un prezioso spazio verde in città, il vecchio orto di don Siro, per metterlo a disposizione dei ragazzi affinché si possano confrontare meglio con i ritmi della natura, percepire lo scorrere del tempo, delle stagioni e il valore del lavoro paziente che si trasforma in frutto da gustare».
Una parte del risultato che si può vedere visitando l’orto è dovuto appunto al lavoro delle squadriglie di esploratori, una parte al contributo dei più piccoli; ma tutto il resto del gruppo, compresi i genitori, trascinato dall’entusiasmo dei ragazzi e dei loro capi, è stato in qualche modo coinvolto.
«In questi due ultimi anni – si legge ancora – abbiamo avuto modo di apprezzare la qualità delle nostre colture biologiche e a chilometro zero; i ragazzi hanno dimostrato un grande entusiasmo nel vangare, strappare erbacce, seminare e curare gli ortaggi. Insieme ai ragazzi abbiamo imparato a conoscere i vari tipi di verdure e i loro ritmi di coltivazione».
Ma tutto quello che oggi è nato e che è visibile a tutta la cittadinanza «non sarebbe stato possibile senza il contributo attento e puntuale della fondazione della Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia», che ha supportato, per due volte L’iniziativa: una prima volta nel 2018 con i primi lavori di sistemazione, una seconda volta nell’ultimo anno con il finanziamento del pozzo artesiano e della bonifica di due cisterne abbandonate da bonificare. —
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