Il Tirreno

Pistoia

il ricordo 

Giuliano Gori e quell’amicizia tra arte e cultura con Christo

V.V

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Pistoia

Un’amicizia lunga quasi mezzo secolo, nel segno dell’amore condiviso per arte e cultura. E una lettera di commiato che testimonia il profondo affetto tra un collezionista d’arte e uno dei maggiori artisti visionari del ventesimo secolo e dei primi vent’anni del Duemila. Christo Vladimirov Yavachev, in arte Christo, nato in Bulgaria ma vissuto a cavallo tra Parigi e New York, è morto il 31 maggio. Conosciuto da tutti in Italia per l’installazione della passerella sul lago d’Iseo nel 2016, ha visitato più volte Pistoia grazie a un’amicizia speciale. Quella con Giuliano Gori, collezionista e fondatore della Collezione di Arte ambientale della Fattoria di Celle. Un saldo rapporto che ha portato Christo e la moglie Jeanne-Claude, anch’essa apprezzata artista scomparsa nel 2009, a visitare la tenuta nel 1976 e poi di nuovo nel 1988. La recente scomparsa dell’amico ha spinto Giuliano Gori a scrivere, per ricordare alcuni momenti della loro lunga amicizia.

«Carissimo Christo, quarantasei anni fa, come oggi a fine maggio (la lettera è datata 31 maggio 2020, nda), ti stavo aspettando a Celle. La fortuna mi fu davvero propizia perché, a tua insaputa, ero riuscito ad ottenere il filmato della tua ultima grande opera: la Valley Curtain. Eri un po’ sconsolato per non averlo potuto vedere prima della tua venuta in Italia, per cui quando nel corso della cena, a un mio segnale, vedesti calare il sipario con l’inizio della proiezione, fu così grande il tuo entusiasmo che rischiammo di romperci il nodo del collo quando mi piombasti addosso e rotolammo per terra, con piatti e stoviglie frantumati. Molti degli amici presenti ricordano tuttora quel magico evento. In seguito, con le nostre care Jeanne-Claude e Pina, abbiamo sviluppato una così affettuosa amicizia che ci ha resi partecipi di ogni reciproco avvenimento che ha segnato il nostro lungo percorso vitale. A giugno del 2016, mentre sul Lago d’Iseo si svolgevano i festeggiamenti per la tua ultima opera in Italia, The Floating Piers, c’incontrammo a Saint-Paul de Vence, ospiti della nostra comune amica Isabelle Maeght, dove rievocammo un po’ dei nostri trascorsi. Chi avrebbe potuto immaginare che quello sarebbe stato il nostro ultimo incontro? È con grande emozione che ti penso ora, ricongiunto alla tua carissima Jeanne-Claude, uniti per disegno del destino (nati lo stesso giorno), inseparabili nell’amore e nella creatività artistica. Insieme avete caratterizzato l’intera seconda parte del prolifico ventesimo secolo. Credimi, la vostra dipartita mi sta rendendo realmente più povero». —

V.V

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