Il Tirreno

Pistoia

la battaglia per il grande artista 

«Le opere di Marino in comodato al Comune»

f.c.
«Le opere di Marino in comodato al Comune»

La Fondazione: nell’ultimo cda il sindaco Tomasi si è impegnato a portare presto il progetto all’esame della giunta

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PISTOIA

Si torna a parlare della proposta della Fondazione Marino Marini di cedere in comodato al Comune le opere del grande scultore conservate a Palazzo del Tau. La proposta era emersa dal consiglio di amministrazione del 4 marzo scorso, per una gestione del museo da parte del Comune, almeno finché il Tar non si sia pronunciato sul ricorso della stessa Fondazione contro il vincolo di destinazione apposto dalla Sovrintendenza di Firenze sulle opere stesse. Un vincolo che le lega a Pistoia, mentre la Fondazione Marini – evidentemente – aveva ed ha altri progetti, avendo licenziato i dipendenti e azzerato, di fatto, l’attività didattica del museo. Contro queste iniziative all’inizio dell’anno si sono sollevate compatte proteste in città.

Del progetto di comodato si è riparlato nell’ultimo consiglio di amministrazione della Fondazione, tenutosi il 27 maggio. A riferirlo, un comunicato apparso ieri sul sito (per il resto completamente fermo) della stessa Fondazione. «In particolare – si legge nel comunicato – il sindaco (Alessandro Tomasi, membro di diritto del cda) ha dichiarato che – in considerazione della grave emergenza pandemica in atto – ha dovuto necessariamente procrastinare la discussione in giunta comunale di detta proposta, garantendo altresì che darà riscontro alla Fondazione in tempi ragionevoli, appena l’attività del Comune potrà tornare alla normalità».

Ma a parte questo, ci sono diverse altre novità riguardanti la Fondazione e il Museo Marini. La più rilevante riguarda l’architetto Paolo Pedrazzini, che non è più alla sua guida, essendo stato sostituito dall’avvocato Carlo Carnacini. Confermate Barbara Cinelli e Silvia Evangelisti. Al posto di Pedrazzini dovrebbe essere subentrata la sorella Lorraine.

Altre novità arrivano dalla prefettura: le riferisce una nota del comitato “Nessuno tocchi Marino”, nato per opporsi al depotenziare il museo pistoiese. Il prefetto, dopo pressioni sul Ministero, ha ottenuto che il Sovrintendente riprenda il suo posto nel cda della Fondazione, secondo quanto previsto dallo statuto. «Questo come necessità prioritaria per ricomporre il più possibile il cda secondo la volontà della vedova di Marino, per procedere successivamente a modifiche condivise dello Statuto». Il comitato conclude ringraziando Iorio «per il sollecito impegno» e il sindaco, auspicando che questi possa far meglio valere le ragioni della città «condividendo con la cittadinanza i nuovi percorsi». —

f.c.

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