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Il calcio popolare chiede aiuto per poter ripartire

Roberto grazzini
Il calcio popolare chiede aiuto per poter ripartire

A Pistoia i portabandiera dell’iniziativa (nata anche a Chiesina Uzzanese) saranno i calciatori migranti della squadra di Vicofaro

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Pistoia

Oggi giornata di mobilitazione delle società di calcio popolare per rivendicare il diritto allo sport di base, messo a dura prova dagli innumerevoli costi di gestione, lievitati dalla crisi sanitaria e successivi effetti, rendendo impossibile fare sport dal basso come si evince dal comunicato.

«Occorre una vera e propria riforma di sistema, che garantisca il diritto allo sport libero, gratuito e senza barriere. C’è un calcio praticato da migliaia di persone, basato sull’autofinanziamento e sui sacrifici di sostenitori e soci che non si sa ancora quando potrà ripartire».

Da qui nasce l'appello nazionale che sarà consegnato in contemporanea in diverse città italiane alle sedi territoriali di Figc, Uisp, Aics Csi e altre federazioni sportive. In pochi giorni hanno già aderito oltre 120 società amatoriali ma anche dilettantistiche.

«Pensiamo sia necessario -prosegue il testo - che tutte le istituzioni pensino seriamente a trovare delle soluzioni , a cominciare dalla notevole riduzione, se non l’azzeramento, dei costi d’iscrizione». Gli ideatori di questa iniziativa vanno ricercati nella dirigenza del Rinascita Pisa, Trebesto Luca, Spartak Apuane di Massa e Lokomitiviadipietreto di Chiesina Uzzanese. «Da quando è iniziato il nostro progetto – dice Giacomo Di Vita, presidente del sodalizio chiesinese - abbiamo visto di tutto. Poi il virus ha fermato lo sport e per qualche giorno ci siamo sentiti tutti uguali. Ma non era vero».

A consegnare l’appello alla sede Uisp di Pistoia saranno i ragazzi del Vicofaro International, la squadra di immigrati ospiti della parrocchia. «Sono stati tra i primi ad aderire all’iniziativa– chiude Di Vita – e ci sembrava opportuno e doveroso fossero loro a consegnarlo a chi di dovere». —

Roberto grazzini

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