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Pistoia

Una strada nel mirino 

La compagna dorme sul divano e i ladri gli svaligiano la casa

La compagna dorme sul divano e i ladri gli svaligiano la casa

La rabbia di un 43enne operaio Hitachi: «Questa volta è successo in pieno giorno Qui in via Camici la situazione è sempre peggio, qualcosa deve cambiare»

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Già durante le scorse festività natalizie gli erano entrati in casa, ma questa volta non hanno neppure aspettato che facesse buio, e neppure che all’interno non ci fosse qualcuno. I ladri si sono rifatti vivi in pieno giorno, ieri, poco dopo l’ora di pranzo, mentre la sua compagna stava riposando sul divano. E lui, Cristiano Cantore, 43enne operaio dell’Hitachi, non ne può davvero più. Perché lì, in via Camici, tra il Villone e il Parco della Rana, i topi d’appartamento hanno già colpito a ripetizione tante famiglie.

«La mia compagna stava riposando sul divano, con la tv accesa – spiega – Molto probabilmente sono entrati dal terrazzo, o dalla finestra della camera da letto, che era aperta visto che ormai fa caldo... Hanno buttato all’aria la camera, hanno frugato nella borsa e hanno preso 150 euro, e poi anche degli anelli. La mia compagna non si è accorta di nulla, si è svegliata quando ha sentito un colpo, forse la porta che sbatteva quando i ladri se ne sono andati».

Quando ha capito ciò che era successo, la compagna gli ha telefonato in lacrime e lui ha avvertito la polizia, per poi tornare di corsa a casa.

«La cosa preoccupante è che questa volta siano entrati di giorno: meno male che in casa non c’erano i bambini, se no chissà cosa sarebbe potuto accadere – prosegue Cristiano – La situazione si sta aggravando, in via Camici tutti i giorni succede qualcosa. Ci vogliono più controlli. Non ce l’ho con i poliziotti, lo so che fanno quello che possono. La vicina accanto a me è stata derubata due volte e ora ha messo le inferriate, quello del piano di sopra ha dovuto mettere l’allarme. Anche adesso i poliziotti mi hanno ripetuto che anche io dovrei mettere l’allarme. Ma io già pago le tasse, vado a lavorare tutti i giorni, e pago le tasse. Se devo mettere l’allarme allora che me lo paghi lo Stato, che mi diano degli incentivi. Perché ho diritto ad essere sicuro».

Cristiano Cantore è arrabbiato, ce l’ha con un sistema che non riesce a porre freno a questi furti.

«Stiamo ripartendo, ma dopo il Covid ripartono anche i furti – lamenta – Ci vogliono più controlli e un cambio nel sistema. Sono stanco di questa situazione. Se succede di nuovo...». —

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