Meteo
“Una scuola e un pozzo in Africa” realizza microimprese in Senegal per il commercio ittico
L’Onlus pistoiese ha attivato il progetto grazie ai fondi offerti dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia
pistoia
Commercio ittico e lavorazione del pesce, attività di sartoria e agricoltura. L'associazione Onlus "Una scuola e un pozzo in Africa”, realtà pistoiese che da anni sostiene progetti di sviluppo nel continente africano, grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia lancia un progetto di microcredito per lo sviluppo di piccole attività in Senegal.
In questo modo, sono già stati creati diversi posti di lavoro, attivando anche un circuito virtuoso in grado di migliorare l'economia e le condizioni sociali nella regione del Fatick. «La zona in cui abbiamo attivato il progetto – si legge in una nota dell’associazione - è quella del Senegal centrale. Qui vivono migliaia di famiglie in condizioni difficili, senza luce e acqua potabile, sul delta di un fiume dall’acqua salatissima per effetto della connessione con l’Atlantico: questo lo rende molto pescoso e dunque perfetto per attivare microimprese legate al commercio ittico». Attività accanto a cui Una scuola e un pozzo in Africa ha promosso di recente anche quelle della lavorazione del pesce, dell'agricoltura e della sartoria. E che si aggiungono a quanto già fatto negli anni passati, quando la onlus pistoiese ha costruito pozzi e scuole, insieme al sostegno delle attività sanitarie in strutture adeguate.
«Questi progetti – prosegue la nota - sono la miglior risposta a chi usa la formula “aiutiamoli a casa loro” solamente per coprire i problemi del continente africano. Da anni, cerchiamo di sostenere concretamente quelle popolazioni, attivando meccanismi virtuosi direttamente in loco. Si tratta di piccole forme di cooperazione internazionale positiva. Per questo, siamo felici della laboriosità propositiva dei senegalesi. E per questo citiamo con soddisfazione anche la collaborazione con l’Associazione Senegalesi di Pistoia, per favorire il rientro in patria e il ricongiungimento familiare. Infine, non possiamo che ringraziare di cuore la Fondazione Caript, che ha deciso di sostenere questo bel progetto dimostrando, come sempre, grande sensibilità e lungimiranza».
Il progetto è in piena fase di sviluppo e presto produrrà i suoi frutti con una comunità che imparerà a lavorare e commercializzare il pesce. Una prima attività che inevitabilmente farà sviluppare tutte le altre e migliorerà la vita di tutti. —
Valentina vettori
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
