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Va in congedo dopo quarant’anni il luogotenente Marco Brindani
Dal 1991 in forza alla Compagnia carabinieri di San Marcello comandava il Nucleo operativo e radiomobile
San Marcello. Dopo ben 40 anni, quello di sabato23 maggio è stato l’ultimo giorno in servizio attivo per il luogotenente dei carabinieri Marco Brindani, comandante del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di San Marcello Piteglio.
Il luogotenente Brindani, nato a Barga il 22 maggio del 1960, era entrato a far parte dell’Arma dei Carabinieri nel lontano 15 ottobre 1980, con il grado di carabiniere effettivo. La sua vocazione militare è nata nella sua stessa famiglia di origine, avendo avuto come modelli il padre, lo zio e il nonno, che sono stati tutti graduati dell’Arma dei Carabinieri. Egli può essere definito quindi a pieno titolo un vero e proprio “figlio d’Arma”. Nel corso della sua lunghissima carriera, partendo dal gradino più basso, è riuscito a raggiungere il grado apicale del ruolo “ispettori”, rivestendo la carica di “luogotenente carica speciale” e assolvendo i più diversificati incarichi, tutti di carattere operativo.
Dopo aver concluso il corso alla Scuola allievi carabinieri di Campobasso, è stato destinato dapprima al Centro Cinofili di Firenze e, subito dopo, alla Stazione carabinieri di Lavagna (Genova). Dopo qualche settimana, è partito per la Scuola allievi sottufficiali di Velletri. Nel giugno del 1983, col grado di vicebrigadiere, è stato destinato, come capo equipaggio, alla Radiomobile della Compagnia di Ravenna e, poco dopo, al Nucleo operativo della Compagnia di Bologna Borgo Panigale, dove ha seguito personalmente indagini per i delitti più svariati contro la persona, il patrimonio e lo spaccio di stupefacenti. Spicca quella che, fra luglio 1988 e febbraio 1989, ha portato all’arresto di 14 persone e al sequestro di 9 chili di eroina pura: per il suo determinante apporto ha ricevuto un “Encomio semplice” dall’allora comandante della Brigata Carabinieri Bologna.
Successivamente, ha seguito le indagini sui delitti commessi dalla cosiddetta “Banda della Uno bianca”, fino a quando, nell’ottobre del 1991, è stato trasferito alla Compagnia di San Marcello, come capo-equipaggio della Radiomobile: in questo reparto è rimasto per circa 29 anni, arrivando ad esserne il comandante. Anni durante i quali si è distinto non solo per la costante vicinanza e disponibilità nei confronti della popolazione, di cui è diventato vero e proprio punto di riferimento, ma anche per le brillanti indagini nel campo sia dello spaccio di stupefacenti, che del contrasto dei reati predatori, come furti in abitazione e rapine.
Fra le indagini seguite dal luogotenente Brindani, spicca quella sull’omicidio di Silvano Atlei, avvenuto in località “La Fornace”, a San Marcello, nel lontano 2007, per il quale il Norm della Compagnia ricevette un “Encomio semplice di reparto” da parte dell’allora Comandante della Legione Toscana. Per quel delitto fu condannato a 10 anni Carlo Massai.
Da ricordare le indagini su un giro di spaccio che, nel 2010, portò all’arresto di 8 persone e alla denuncia di altre 30. Infine, l’attività investigativa che, nel 2011, ha portato alla denuncia di 182 persone ritenute responsabili della contraffazione di capi di abbigliamento firmati e al sequestro di merce pronta per essere venduta in famose boutique del centro Italia. —
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