Meteo
Messaggio violento, Bini contro Galligani
Il capogruppo FdI: «Terroristi, vanno uccisi come cani rabbiosi». La senatrice Pd: «Vergogna, questo è il volto della destra»
PISTOIA
Diciannove righe scritte in un linguaggio violentissimo, dove si comincia chiamando «buffoni e maledetti» il presidente del consiglio Conte e il ministro degli esteri Di Maio; e si prosegue auspicando che i servizi segreti italiani scovino i responsabili del rapimento di Silvia Romano e li uccidano «come cani rabbiosi, possibilmente insieme ai loro famigliari fino al sesto grado, possibilmente lasciando le loro carcasse da subumani bene in vista».
L’autore di questo post pubblicato su Facebook ieri mattina è un consigliere comunale: Lorenzo Galligani, 32 anni, capogruppo di Fratelli d’Italia, di professione avvocato. Lo stesso autore, dopo poco, ha deciso di eliminarlo. Ma nel frattempo la violenza del messaggio non era passata inosservata. Il post è stato immortalato in uno “screen shot” e a diffonderlo ci ha pensato la senatrice Caterina Bini, Pd, condannandolo senza appello.
«Questo è un consigliere comunale di Pistoia – ha scritto Bini – È capogruppo di Fratelli d’Italia, il partito del sindaco. Ha fatto questo post. Poi gli devono aver suggerito di toglierlo perché aveva un tantino esagerato e così ha fatto. Ma i social sono una brutta bestia, rimane tutto indelebile. Compresa la violenza becera di cui trasuda questo scritto, che non può essere definito pensiero, ma solo istinto bestiale». Secondo la senatrice «se questa destra che governa il Comune di Pistoia, dietro alla faccia buonista e alle pacche sulle spalle, nasconde questa faccia, bene che i cittadini lo sappiano... Vergogna. Assoluta vergogna».
Un altro centinaio circa di persone si è accodata per commentare, molti condannando il post di Galligani. Nessun altro politico ha ritenuto di dire la sua, eccetto il consigliere comunale Gabriele Sgueglia, anch’egli FdI, che ha però preso la parola solo per precisare che l’omonimo signore intervenuto a favore di Galligani era un omonimo, non lui.
Poche ore dopo, il capogruppo di FdI, raggiunto al telefono, ha difeso il contenuto del suo post. Galligani ammette di aver utilizzato un «linguaggio provocatorio», ma finalizzato a «tirare una linea tra noi e i terroristi, gente con cui siamo in guerra e che dovremmo cercare di eliminare completamente». Precisa che «per noi intendo italiani, arabi, cattolici, islamici, senza distinzioni»: non è quindi una questione di religione o altro, ma il riconoscersi nemici giurati dei terroristi. «Gente che ha rapito una ragazza della mia età e l’ha tenuta in un buco per un anno e mezzo. È questo che mi ha fatto infuriare». E se la sua leader di partito, Giorgia Meloni, dice che i terroristi «vanno stanati», allora si possono considerare animali, visto che «sono gli animali che si stanano» conclude Galligani. Ma se rivendica il contenuto del post, perché poi lo ha cancellato? «Ho pensato fosse meglio non offrire, a causa del linguaggio provocatorio, un pretesto per criticare un post sulla guerra a questi terroristi, su cui tutti dovrebbero essere d’accordo». —
fabio calamati
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
